La
Darlingtonia californica e' originaria del sud-ovest degli Stati Uniti,
crescendo sulle alture che segnano il confine fra California settentrionale e
Oregon, e' presente in zone di montagna esposte a nord come in pianure soleggiate
vicino al mare.
L’habitat ideale, se può variare in fatto di luce temperatura e condizioni climatiche,
mantiene pero' una costante: l’umidita'. Ama particolarmente circondarsi dei ciuffi
di sfagno che vegetano lungo le rive dei torrenti di montagna con acqua di sorgente
fredda, questo fa si che le radici abbiano a disposizione nel tempo, grazie allo
sfagno, una quantita' costante di acqua limpida e fresca; se ne puo' dedurre che le
condizioni per coltivare al meglio darlingtonia siano quelle di mantenere fresche
le radici, soprattutto durante i mesi estivi.
I semi vengono prodotti in autunno da fiori che sbocciano in primavera, il fiore
e' simile per aspetto a quello di sarracenia, anche i semi di darlingtonia hanno
bisogno di essere stratificati secondo le varie modalita' descritte per sarracenia.
Una volta eseguita la stratificazione forzata in frigo o freezer, potete seminare
(in qualsiasi periodo dell’anno) su vasetti contenenti per 2/3 un miscuglio di torba
acida di sfagno e perlite in parti uguali e uno strato superiore, circa1/3 del vaso,
di sfagno vivo, o secco reidratato, macinati finemente.I semi non devono essere
coperti ma solo appoggiati sullo sfagno; anche in questo caso il vasetto deve
essere preparato almeno un mese prima della semina in modo da consentire che
eventuali colonie di alghe o batteri perdano la capacita' di nuocere alle future
giovani piantine.
Se preferite la stratificazione naturale dovete seminare tenendo presente che i
semi hanno bisogno di un periodo di almeno 4 settimane in cui la temperatura sia
costantemente inferiore ai 10°C e che non vada sotto lo zero termico se non per
periodi brevissimi. Avendo cura di porre i vasetti in posizioni tali da evitare
le gelate , le epoche migliori per la semina in Italia saranno quindi le seguenti:
a nord dall’inizio di novembre fino a meta' febbraio;
al centro dalla meta' di novembre alla fine di gennaio;
al sud e le isole dalla fine di dicembre fino alla meta' di gennaio.
Se durante la stratificazione naturale qualche giornata non e' troppo fredda, non
preoccupatevi, prolungate semplicemente il periodo. Tuttavia, per evitare problemi,
e' preferibile seminare naturalmente all’inizio dei periodi succitati.
Potete coprire i vasetti con dei sacchetti o fogli di plastica ponendo attenzione
che la temperatura non vada sopra i 10°C, anche nel caso di stratificazione forzata
potete usare la plastica subito dopo aver seminato.
Seminate i semi ad una distanza di circa 5mm fra loro, non e' indispensabile la
luce diretta ma, se volete provare, abbiate cura di evitare surriscaldamenti all’interno
della plastica facendovi dei buchi. Infine mantenete sempre un po' d’acqua nel sottovaso,
ricambiandola spesso.
Una volta germinati i semi, la copertura di plastica va tolta; mettete il vasetto
alla luce (naturale o artificiale), la luce non e' cosi importante per darlingtonia
come per sarracenia ma le giovani piantine ne traggono molto vantaggio in quanto
non avendo ancora la capacita' di trarre nutrimento grazie alle trappole, devono
affidarsi alla fotosintesi clorofilliana per produrre le prime foglie. Controllate
(se avete usato quello) che lo sfagno vivo non tenda a soffocare le neonate, in
questo caso, molto delicatamente, provvedete ad eliminarne un po’.
Le giovani darlingtonie, nelle prime fasi di vita, sono molto lente a crescere e
dovranno rimanere nel vasetto dove sono nate per almeno un anno prima di poter
essere trapiantate. Ricordate che mal sopportano temperature troppo elevate, quindi
durante le calde giornate estive (e in genere questo vale anche per le piante adulte),
spostatele in posizione luminosa ma ombreggiata.
Nell’anno successivo, se tutto e' andato bene, sara' ora di rinvasare individualmente
le giovani piante che dovranno essere poste in vasi non troppo piccoli, preferibilmente
in coccio e che abbiano una forma bassa e larga (tipo ciotola). Essendo il coccio
un materiale che traspira, contribuisce a mantenere fresche le radici.
Riempiteli nella metà inferiore di torba/perlite in parti uguali (ma si può provare
anche con solo perlite o solo torba o con percentuali diverse di entrambe) mentre
nella meta' superiore useremo sfagno vivo a fibra lunga (non tritato), si puo'
utilizzare anche lo sfagno secco reidratato, piu' semplice da gestire, mischiato
a perlite in parti uguali e riempiendo tutto il vaso con questa miscela. Il giovane
apparato radicale dovra' quindi essere avvolto interamente da sfagno che, come noto,
possiede spiccate proprieta' antifungine impedendo la proliferazione di muffe e
colonie batteriche. L’uso dello sfagno e' importantissimo in quanto la principale
causa di morte delle giovani darlingtonie e' dovuta a infezioni fungine dell’apparato
radicale, per lo stesso motivo curate particolarmente l’igiene di mani e materiali
usati nella semina e coltivazione delle vostre piccole darlingtonie!
Non fate assolutamente mai mancare l’acqua nei sottovasi, deve essere acqua il
piu' possibile pulita e fresca, soprattutto d’estate provvedete a cambiarla spesso
e completamente, cercando di pulire meglio possibile il fondo dei vasi e il sottovaso.
E' preferibile innaffiare dall’alto in modo che l’acqua faccia abbassare la temperatura
del substrato e quindi delle radici.
Per il resto, darlingtonia e' una pianta molto resistente che ha comportamenti ed
esigenze simili a quelle delle sarracenie.
(Leggi la scheda
Trattamenti particolari sui semi)