Drosera capensis. Foto Fabio d'Alessi.
Drosera capensis, dettaglio
       Drosera capensis

FamigliaDroseraceae
Luogo d'origineSud Africa
DescrittaLinnaeus (1753)

Ancora una copertina dedicata a questa specie, tra le piu' semplici da coltivare, tra le piu' belle da inserire in collezione, tra le piu' letali da temere se avete ali sulla schiena e sei zampe lungo i fianchi.

Proveniente dalla regione del Capo, in Sud Africa, e' una pianta praticamente indistruttibile: sopporta ogni genere di dispetti le facciate, ed e' in grado di riprendersi anche da incendi e gelate, partendo dalle radici.

Oltre a questo, vi libera di mosche, ragni e formiche.

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Scheda di germinazione per le Drosera picciolate

Drosere petiolaris complex (picciolate)
Queste affascinanti piante sono originarie delle coste tropicali Australiane.
Sono presenti pressoche' ovunque tra Broome e Cairns e si spingono anche per alcune centinaia di chilometri verso le zone piu' interne del continente. Vivono in habitat quali praterie e depressioni umide, bordi di laghi e torrenti stagionali, paludi, terreni in prossimita' di sorgenti o fiumi. Spesso queste specie si trovano in zone aperte e molto luminose, arbusteti o boschi radi su terreni principalmente sabbioso-argillosi.
La caratteristica principale del clima di queste zone e' la presenza di una stagione calda e molto secca e di una stagione calda e umida. Le drosere picciolate perenni vegetano nella stagione umida e vanno in riposo durante quella secca.

Non vi e' un metodo standard per coltivare le drosere picciolate. La maggior parte delle specie sono in coltivazione solo da pochi anni e si stanno ancora sperimentando e mettendo a punto varie tecniche. Basilare, piu' ancora che per altre specie, sembra essere la freschezza dei semi.

Il substrato piu' usato e' un mix di 60% torba di sfagno, finemente setacciata, 30% di sabbia silicea a grana media e 10% tra perlite e lapillo lavico. Altro mix molto usato e' un composto formato da 25% di sabbia di quarzo fine, 25% di perlite polverizzata e 50% di torba setacciata e lasciata macerare in acqua per alcuni giorni.
Questo accorgimento consente di allontanare eccessi di sostanze che tenderebbero ad accumularsi pericolosamente sulla superficie del composto e sui piccioli durante la stagione secca.

I vasi consigliati sono all'incirca di 12/14 cm di diametro e 15 cm di profondita'.
I semi vanno poggiati sul substrato, preferibilmente intorno alla fine dell’inverno, non ricoperti e mantenuti in luogo caldo e molto umido. Per mantenere l'umidita' si possono inserire i vasi di semina in sacchetti di nylon che verranno chiusi (magari usando il tipo provvisto di “cerniera”) a patto di verificare spesso che non si formino muffe o alghe. Piu' semplice ancora tenere i vasi in un terrario. Garantire una forte illuminazione, meglio se luce solare, anche se non diretta.
La temperatura ottimale va dai 20°C ai 35°C durante tutta la fase di crescita. Fare attenzione a ristagni d'aria e di umidita', che possono rivelarsi fatali.

Tra le esperienze riportate da coltivatori che hanno sperimentato vari metodi, sembra essersi rivelato utile il trattamento di affumicazione dei semi (smoke water).
Il meccanismo e' basato sui residui chimici del fumo che, grazie all'acqua piovana, gocciola nel terreno ed entra in contatto con i semi.

(Leggi la scheda Trattamenti particolari sui semi)
AIPC - Associazione Italiana Piante Carnivore
 
Testi e documento a cura del Gruppo Volontari

Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2008