Drosera whittakeri. Foto Fabio d'Alessi 2002.
Drosera whittakeri, fiore
       Drosera whittakeri

FamigliaDroseraceae
OrigineAustralia Sudoccidentale
DescrittaPlanchon (1848)

Le zone interne a Sud Ovest dell'Australia sono caratterizzate da particolarissime condizioni climatiche e geologiche. In estate il sole scalda e inaridisce queste aree, bruciando ogni forma di vita vegetale.

All'arrivo dell'Autunno e delle prime pioggie, pero', il terreno rinverdisce, riempiendosi di vita e splendidi fiori: questo ad esempio, e' il fiore di Drosera whittakeri, una specie bulbosa che con i suoi petali bianco neve decreta la vittoria contro la spietata arsura estiva.



Scheda di germinazione per le Drosera tuberose

Le Drosere tuberose sono native dell'Australia meridionale, Tasmania e Nuova Zelanda.
Queste piante compiono il loro ciclo vegetativo nella stagione invernale, producono un tubero sotterraneo che germoglia all'inizio dell'autunno e comincia una crescita vigorosa con le prime piogge; durante tutto l'inverno vanno tenute in zona molto luminosa, in pieno sole. Se abitate in zone nebbiose o poco soleggiate, aiutatele fornendo illuminazione artificiale.
I semi delle drosere tuberose sono molto piccoli, variano dal millimetro al decimo di millimetro, per cui bisogna fare molta attenzione sia nella raccolta che nella fase di semina.

La germinazione e' spesso difficile da ottenere ed e' molto lenta. Si ritiene sia avviata da fattori ambientali estremi, legati agli incendi stagionali. L'esperienza insegna che il trattamento con acido giberellico aumenta notevolmente la probabilita' di germinazione.
(Leggi la scheda Trattamenti particolari sui semi)

Alcune specie di Drosera tuberose con semi piuttosto coriacei germinano meglio se scarificati prima della piantagione, in particolare D. stolonifera ssp. stolonifera e D. gigantea.
Un altro metodo consigliato e' la stratificazione a caldo: seminate su terriccio appena umido, poggiando i semi sulla superficie del vaso (mai coperti). Ponete i vasi in zona luminosa e molto calda, 25/30 °C, coperti con un sacchetto di nylon, per un periodo da uno a tre mesi, quindi simulate l'arrivo dell'autunno aumentando le annaffiature e abbassando le temperature fino ai 18 °C, aprendo gradatamente il sacchetto e mantenendo sempre buona illuminazione.
A questo punto possono essere necessari anche tre mesi per vedere le prime plantule. Mantenere sempre umido il terriccio ma non fradicio, se si usa il metodo del sottovaso, lasciare non piu' di due dita d'acqua e aggiungerne solo quando il sottovaso si e' asciugato. Garantire buona ventilazione e controllare spesso i vasi per evitare l'insorgenza di muffe.
Usate un composto di sabbia non calcarea e torba acida di sfagno, in proporzione 70% sabbia e 30% torba. Meglio usare vasi piuttosto profondi, 15-16 cm, data la delicatezza delle radici che sconsiglia vivamente il rinvaso.
In caso di mancata germinazione, non gettare mai il vaso e mantenerlo come se le piante fossero nate, seguendo il ciclo stagionale e il periodo di dormienza. Il prossimo anno potrebbero finalmente risvegliarsi.
Quando le piante saranno sviluppate, la temperatura minima non dovrebbe mai scendere sotto i 5 °C, l'ideale e' tra 8 °C e 15 °C, condizioni in cui crescono rigogliose e regalano abbandonati fioriture.
La fioritura si manifesta da meta' inverno fino a primavera inoltrata; i fiori sono ermafroditi, i due sessi sono presenti sullo stesso fiore. Accumulate le sostanze necessarie nel periodo vegetativo, le piante cominciano ad appassire e si predispongono ad un periodo di dormienza: e' il momento in cui si smettera' di aggiungere acqua nel sottovaso. Lasciate asciugare completamente il terreno e riponete i vasi in luogo fresco e ombroso per tutta l'estate. Solo se coltivate in luoghi molto assolati e caldi, inumidite saltuariamente il terreno annaffiandolo dall'alto.
Se necessari, eventuali rinvasi vanno compiuti nel periodo terminale della dormienza, verso agosto.
AIPC - Associazione Italiana Piante Carnivore
 
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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2008