Utricularia uniflora, fiore |
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| | Utricularia uniflora
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| Famiglia | Lentibulariaceae |
| Origine | Australia e Tasmania |
| Descritta | Brown (1810) |
Il volto di un alieno, o forse un'astronave di qualche
tipo. Un giocattolo? Un dipinto fantasioso? Ogni persona
rimane disorientata davanti a quest'immagine e formula le
ipotesi piu' assurde.
Si tratta, invece, di Utricularia
uniflora, una piccola ma intrigante piantina carnivora
Australiana.
Il suo fiore e' una piccola e curiosa miniatura variopinta
e dai colori vivissimi; e cosi' sono i fiori di quasi
tutte le altre specie di utricolarie.
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Scheda di germinazione per le Utricularia
Esistono attualmente oltre 220 specie finora conosciute di utricularia, esse vivono
in ambienti terrestri tra i piu' disparati: dalle tundre alle zone montane, dai laghi
stagionali ai deserti, fino alle paludi calde e umide e alle foreste fredde e nebbiose.
Le specie maggiormente coltivate appartengono principalmente a due gruppi: le specie
terrestri, originarie delle zone paludose e con acque poco profonde, e le specie
epifite, provenienti dalle foreste e dai declivi montani umidi e muscosi dove generalmente
vi sono condizioni di elevata umidita' atmosferica con acqua superficiale di scorrimento
o da gocciolamento.
Utricularia terrestri
Le utricularia terrestri vengono spesso usate come piante di compagnia di piante
carnivore piu' "importanti", vivendo senza problemi nello stesso vaso e col medesimo
substrato.
Generalmente offrono vantaggi quali le bellissime fioriture molto prolungate e la
capacita' di catturare, tramite le loro trappole sotterranee (utriculi), i microscopici
organismi sotterranei che spesso sono causa dell'imputridimento della torba, per
la maggior parte sono specie che si sviluppano in larghezza formando gradevolissimi
tappetini di foglioline e colonizzando in poco tempo tutta la superficie disponibile
del vaso diventando a volte anche un pochino infestanti, per questo motivo e' preferibile
coltivarle in ciotole piuttosto larghe.
Gradiscono substrati molto umidi con una buona quantita' di acqua demineralizzata
nel sottovaso.
Semina delle utricularia terrestri.
Possono essere coltivate in condizioni simili a quelle delle drosere subtropicali
spargendo i semi sopra un substrato formato da torba e sabbia non calcarea in parti
uguali usando un vasetto piu' largo che alto (una ciotola di 10-14 cm di diametro
andra' benissimo).
Al fine di permettere la germinazione bisogna assicurare temperatura e umidita'
costanti, il metodo piu' semplice consiste nell'inserire il vaso in un sacchetto
di plastica trasparente messo in posizione luminosa ma evitando la luce diretta
del sole, bisognera' inoltre sempre assicurare una buona quantita' d'acqua demineralizzata
nel sottovaso, se decidete di effettuare la semina in stagioni fredde, potete porre
il contenitore (senza sacchetto) in terrario.
Appena vi accorgerete dell'avvenuta germinazione togliete il sacchetto di plastica
avendo cura di esporre gradualmente le giovani piantine al sole in modo da abituarle
poco per volta.
Utricularia terrestri:
U. alpina - U. bisquamata - U. lateriflora - U. minutissima, Krabi-Thailandia -
U. novae-zelandiae - U. subulata - U. welwitschii
Utricularia epifite
Le epifite sono invece poco piu' esigenti richiedendo substrati piuttosto leggeri
che oltre ad assicurare l'umidita' necessaria siano in grado di contenere anche una
buona quantita' d'aria, i materiali piu' idonei sono lo sfagno e la perlite usati insieme,
oppure materiali porosi quali il bark per orchidee o la pomice.
A differenza delle terrestri, le epifite preferiscono moderate quantita' d'acqua
nel sottovaso (1 cm e' piu' che sufficiente), amano ambienti umidi quindi e' buona
norma eseguire nebulizzazioni dall'alto (per questo motivo sono molto indicate
come piante da terrario)
Semina delle utricularia epifite.
vanno trattate allo stesso modo delle terrestri ad eccezione del substrato che
deve essere cosi composto: 60% di sfagno secco, meglio se a fibra lunga, e 40%
di perlite, coprendo il tutto con un leggero strato di sfagno (secco o vivo)
tritato finemente.
Utricularia acquatiche
Sulle utricularia acquatiche non esiste molta documentazione, ci possiamo rifare
solo a qualche racconto di esperienze tra coltivatori.
Vanno seminate in un substrato composto di 40% torba bionda di sfagno e 60% sabbia,
molto drenante e sempre molto umido, ponendo uno strato di 1 cm di sabbia pura in
superficie. Poggiare i semi (piccolissimi!!) sopra la sabbia e poi coprire il vasetto
con del cellophane o un sacchetto di nylon, per garantire la massima umidita'.
Porre i vasetti in zona molto luminosa, non direttamente sotto i raggi del sole
per non cuocerli. Mantenere la temperatura intorno ai 25 °C . Dopo alcune settimane
(da 6 a 12, mediamente) appaiono i primi germogli, per cui si inizia ad aprire
(con molta cautela) la copertura del vasetto, cercando di garantire buona aereazione.
Potrebbe essere necessario piu' tempo a seconda della freschezza del seme, non abbiate
fretta.
Quando le pianticelle iniziano a prendere forma, aumentate la quantita' di acqua,
inzuppando il substrato notevolmente. Solo a pianta ben sviluppata si potra' sommergere
completamente il vasetto per qualche centimetro (la sabbia sopra dovrebbe evitare
la dispersione della torba) o trapiantare, con molta delicatezza, su una vasca
predisposta per tempo, su cui avremo posto un fondo di torba e sabbia lasciati
depositare. La presenza di altre piante acquatiche permette di ricreare un habitat
ideale e di mantenere la purezza e la pulizia dell'acqua, con un risultato molto
piu' gradevole sia per la salute delle piante che per l'aspetto estetico.
Utricularia acquatiche:
U. volubilis
Le piante in elenco si riferiscono a quelle attualmente presenti in lista semi.
Testi e documento a cura del
Gruppo Volontari
Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2008