Utricularia uniflora. Foto Fabio d'Alessi 2001.
Utricularia uniflora, fiore
       Utricularia uniflora

FamigliaLentibulariaceae
OrigineAustralia e Tasmania
DescrittaBrown (1810)

Il volto di un alieno, o forse un'astronave di qualche tipo. Un giocattolo? Un dipinto fantasioso? Ogni persona rimane disorientata davanti a quest'immagine e formula le ipotesi piu' assurde.

Si tratta, invece, di Utricularia uniflora, una piccola ma intrigante piantina carnivora Australiana.

Il suo fiore e' una piccola e curiosa miniatura variopinta e dai colori vivissimi; e cosi' sono i fiori di quasi tutte le altre specie di utricolarie.



Scheda di germinazione per le Utricularia

Esistono attualmente oltre 220 specie finora conosciute di utricularia, esse vivono in ambienti terrestri tra i piu' disparati: dalle tundre alle zone montane, dai laghi stagionali ai deserti, fino alle paludi calde e umide e alle foreste fredde e nebbiose.
Le specie maggiormente coltivate appartengono principalmente a due gruppi: le specie terrestri, originarie delle zone paludose e con acque poco profonde, e le specie epifite, provenienti dalle foreste e dai declivi montani umidi e muscosi dove generalmente vi sono condizioni di elevata umidita' atmosferica con acqua superficiale di scorrimento o da gocciolamento.

Utricularia terrestri
Le utricularia terrestri vengono spesso usate come piante di compagnia di piante carnivore piu' "importanti", vivendo senza problemi nello stesso vaso e col medesimo substrato.
Generalmente offrono vantaggi quali le bellissime fioriture molto prolungate e la capacita' di catturare, tramite le loro trappole sotterranee (utriculi), i microscopici organismi sotterranei che spesso sono causa dell'imputridimento della torba, per la maggior parte sono specie che si sviluppano in larghezza formando gradevolissimi tappetini di foglioline e colonizzando in poco tempo tutta la superficie disponibile del vaso diventando a volte anche un pochino infestanti, per questo motivo e' preferibile coltivarle in ciotole piuttosto larghe.
Gradiscono substrati molto umidi con una buona quantita' di acqua demineralizzata nel sottovaso.

Semina delle utricularia terrestri.
Possono essere coltivate in condizioni simili a quelle delle drosere subtropicali spargendo i semi sopra un substrato formato da torba e sabbia non calcarea in parti uguali usando un vasetto piu' largo che alto (una ciotola di 10-14 cm di diametro andra' benissimo).
Al fine di permettere la germinazione bisogna assicurare temperatura e umidita' costanti, il metodo piu' semplice consiste nell'inserire il vaso in un sacchetto di plastica trasparente messo in posizione luminosa ma evitando la luce diretta del sole, bisognera' inoltre sempre assicurare una buona quantita' d'acqua demineralizzata nel sottovaso, se decidete di effettuare la semina in stagioni fredde, potete porre il contenitore (senza sacchetto) in terrario.
Appena vi accorgerete dell'avvenuta germinazione togliete il sacchetto di plastica avendo cura di esporre gradualmente le giovani piantine al sole in modo da abituarle poco per volta.

Utricularia terrestri:
U. alpina - U. bisquamata - U. lateriflora - U. minutissima, Krabi-Thailandia - U. novae-zelandiae - U. subulata - U. welwitschii

Utricularia epifite
Le epifite sono invece poco piu' esigenti richiedendo substrati piuttosto leggeri che oltre ad assicurare l'umidita' necessaria siano in grado di contenere anche una buona quantita' d'aria, i materiali piu' idonei sono lo sfagno e la perlite usati insieme, oppure materiali porosi quali il bark per orchidee o la pomice.
A differenza delle terrestri, le epifite preferiscono moderate quantita' d'acqua nel sottovaso (1 cm e' piu' che sufficiente), amano ambienti umidi quindi e' buona norma eseguire nebulizzazioni dall'alto (per questo motivo sono molto indicate come piante da terrario)

Semina delle utricularia epifite.
vanno trattate allo stesso modo delle terrestri ad eccezione del substrato che deve essere cosi composto: 60% di sfagno secco, meglio se a fibra lunga, e 40% di perlite, coprendo il tutto con un leggero strato di sfagno (secco o vivo) tritato finemente.

Utricularia acquatiche
Sulle utricularia acquatiche non esiste molta documentazione, ci possiamo rifare solo a qualche racconto di esperienze tra coltivatori.
Vanno seminate in un substrato composto di 40% torba bionda di sfagno e 60% sabbia, molto drenante e sempre molto umido, ponendo uno strato di 1 cm di sabbia pura in superficie. Poggiare i semi (piccolissimi!!) sopra la sabbia e poi coprire il vasetto con del cellophane o un sacchetto di nylon, per garantire la massima umidita'.
Porre i vasetti in zona molto luminosa, non direttamente sotto i raggi del sole per non cuocerli. Mantenere la temperatura intorno ai 25 °C . Dopo alcune settimane (da 6 a 12, mediamente) appaiono i primi germogli, per cui si inizia ad aprire (con molta cautela) la copertura del vasetto, cercando di garantire buona aereazione. Potrebbe essere necessario piu' tempo a seconda della freschezza del seme, non abbiate fretta.
Quando le pianticelle iniziano a prendere forma, aumentate la quantita' di acqua, inzuppando il substrato notevolmente. Solo a pianta ben sviluppata si potra' sommergere completamente il vasetto per qualche centimetro (la sabbia sopra dovrebbe evitare la dispersione della torba) o trapiantare, con molta delicatezza, su una vasca predisposta per tempo, su cui avremo posto un fondo di torba e sabbia lasciati depositare. La presenza di altre piante acquatiche permette di ricreare un habitat ideale e di mantenere la purezza e la pulizia dell'acqua, con un risultato molto piu' gradevole sia per la salute delle piante che per l'aspetto estetico.

Utricularia acquatiche:
U. volubilis


Le piante in elenco si riferiscono a quelle attualmente presenti in lista semi.
AIPC - Associazione Italiana Piante Carnivore
 
Testi e documento a cura del Gruppo Volontari

Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2008