Darlingtonia californica. Foto ChiaradB 2006.
Darlingtonia californica
       Darlingtonia californica

FamigliaSarraceniaceae
OrigineAmerica settentrionale
DescrittaTorrey (1853)

Rara, delicata, assolutamente unica, vive in poche isolate zone umide degli Stati Uniti occidentali (tra la California e l'Oregon), dove gode di un clima temperato con notti fresche anche in estate. Proprio la sensibilità al caldo ed al secco la rende piuttosto impegnativa in coltivazione.
Parente stretta delle sarracenie, forma come loro gli ascidi, ma si distingue da ogni "cugina" per l'andamento spesso tortile dell'ascidio, la chiusura quasi completa della trappola, con una sola piccola apertura, e soprattutto per i due "baffi" di colore rosso cupo, che attirano e guidano gli insetti all'interno della trappola: il tutto le conferisce l'aspetto minaccioso di un serpente, e giustifica il suo nome inglese: la pianta cobra.

Dispettose principesse
Un nuovo racconto, questa volta ispirato all'aura di quasi scostante bellezza che circonda esseri davvero intriganti e stupefacenti quali le darlingtonie.
Una morfologia particolarissima, un insieme di mistero e carattere, una creatura che entra nelle nostre case per farsi ammirare e vezzeggiare, ma capace di apprezzare le cure che le riserviamo.
Autrice: Graziella
A inizio primavera arrivò a casa mia, per gioco o per scommessa, una piccola principessa del regno vegetale.
Inizialmente, come per ogni ospite di riguardo, ci furono le ansie e i dubbi sul come trattarla, dove metterla a riposare, come farla stare a suo agio, cosa offrirle per vederla soddisfatta. Così, dopo aver dato un'occhiata in giro per casa e aver scartato molte opportunità, perché "non all'altezza" decisi di allestire un angolo tutto per lei: un gonfio e morbido cuscino di sfagno vivo e vegetante le avrebbe fatto da giaciglio, in un angolo con temperatura costante e umidità controllata e luce buona ma mai troppo forte; insomma: un trattamento degno di tanta nobiltà!

E la signorina dimostrò di gradire.

Dopo nemmeno un mese cominciò ad allargarsi, stirando gli ascidi e stendendo le radici, sembrava dire "Ok, qui ci sto bene e mi metto comoda". E poi quel torcere il collo, con fare altezzoso, come se non volesse concederti facilmente la sua attenzione, e infine le dispettose linguette fecero la loro comparsa, come per sottolineare la sua distinzione dal resto di mondo verde che la circondava, e la sua voglia di sfida continua con tutto e con tutti.

Mi venne così voglia di accettare la sfida e invitai un'altra di queste nobili signorine, ma ben diversa stavolta: questa sfoggiava una livrea d'un rosso cupo e intenso, al contrario della prima che portava l'abito verde brillante. Aveva una struttura un po' tozza ed era più bassa e schiacciata della prima, che si alzava snella in mezzo al suo giaciglio; e poi, differenza sostanziale, mentre le prima stava tutto il suo tempo sotto la tranquillizzante sicurezza di una campana di vetro, la seconda affrontava con sprezzante coraggio le intemperie e i raggi del sole, in mezzo a varie altre pianticelle, in una piccola piscina dedicata a lei.

Ma anche stavolta le rosse linguette biforcute davano un segnale di altezzosa nobiltà, quasi che, nonostante tanta cura e tante attenzioni, fossero loro a decidere di mostrarsi: stavano bene e crescevano rigogliose non per fare un piacere a me, non grazie alle mie cure e ai miei sforzi, ma semplicemente perché lo avevano deciso di loro propria volontà!

Verde brillante o rosso cupo, nulla cambiava, quasi a dire: "Signori, la classe non è acqua: una Darlingtonia è sempre speciale!!"

GLI ALTRI RACCONTI CARNIVORI
 
Torna alla pagina di presentazione del concorso
AIPC - Associazione Italiana Piante Carnivore
 
Documento a cura di ChiaradB
Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2006
Letture dal 19 luglio 2006: