Giovedi 17 maggio, ore 17,00:
ci siamo, io e Max, con le auto piene di piante. Varchiamo il cancello
della tenuta Montenisa a Calino di Cazzago San Martino, un posto pittoresco
situato in un piccolo borgo medievale che odora ancora d'antico, siamo
nervosi ma decisi a far bene: montiamo con qualche difficolta' il gazebo
e sistemiamo i tavoli, scarichiamo le piante e ci accordiamo per la
disposizione.
Max venerdi presidia la postazione da solo (con supporto a distanza di
Claudio che ha gia' un bel daffare con le sue meravigliose succulente),
finendo di sistemare e che si domanda cosa stiano cercando quelle persone
che osservano e fanno domande sulle piante scrivendo poi chissa' che cosa;
l'afflusso di pubblico non e' poi cosi scarso.
Nei due giorni successivi la squadra e' al completo, ed e' composta da:
Max e la sua fidanzata Laisa (nuova socia), Andrea, Claudio, Simone ed io.
Sabato si inizia sul serio: la gente entra in modo continuo e il nostro
stand e' vicinissimo all'entrata e non si puo' non vederci: molti vengono
direttamente da noi, meravigliandosi di quelle strane piante mai viste prima.
Le schede di coltivazione ed i pieghevoli di AIPC vanno letteralmente a
ruba (una risma di fogli e' stata appena sufficiente); e poi: domande,
risposte brevi o articolate, battute scontate del pubblico, bambini che
mettono il dito ovunque, il sole che picchia forte...
Arriva mezzogiorno e si riunisce il gruppo delle autorita': dopo i doverosi
discorsi ecco gli annunci dei vincitori dei premi; non si capisce granche'.
Tantissima gente, fotografi e giornalisti a fare ressa: in quel momento allo stand
siamo presenti io ed Andrea, e stiamo ancora sistemando i dettagli.
Sento una frase smozzicata: "...piante carnivore...", dico ad Andrea:
"Non avremo mica vinto noi!!?", "No,...impossibile...!!!?".
Ci rimettiamo a innaffiare, incollare cartelloni, piegare pieghevoli, quando
si avvicina una signora di corsa gridando: "Presto, vi stanno chiamando,
non andate a ritirare il premio...?"
Capisco al volo, spingo Andrea che non ha ancora afferrato:
"Forza, vai a ritirare il premio!!!". Allora si rende conto, parte di corsa,
stringe la mano, si mette in posa per le foto, ritorna con pergamena ed
aria stralunata: ABBIAMO VINTO!!! Siamo contenti, felici.
E poi altra gente, altri bambini col dito pronto, altre battute, altre domande,
altre risposte, lunghe e corte; e infine arriva sera.
Siamo stanchi, ma siamo davvero felici. Quando arrivera' domani? Non vedo l'ora...
Domenica mattina alle 8,30 io e Claudio andiamo a fare colazione, poi ci
fermiamo una mezz'oretta al banco dei formaggi, assaggiamo bagoss, formaggelle
di capra, robiole e stracchini: un'altra colazione!!
A mezza mattina e' già un fiume di gente, le nostre beneamate fanno furori!!
Non sono mai state cosi ammirate e invidiate, e poi caldo, domande, risposte,
bambini curiosissimi. "Quanto costa questa pianta?" "Non è in vendita signora, mi spiace",
e via cosi fino a mezzogiorno.
Ci diamo i turni per rifocillarci: qualcosa di solido e molti liquidi
(non solo acqua!), e inizia il pomeriggio: non si riesce quasi a passare
da quanta gente c'e'! Passano le ore ma siamo sempre li, stanchi si, ma
determinati: la nostra e' una missione e non possiamo cedere, e poi ecco: e'
gia' la sera della domenica, possibile sia gia' finito tutto?
La gente se ne torna a casa e noi (siamo ancora tutti li, nessuno ha lasciato) sbaracchiamo.
Un ultimo bicchiere di vino offerto dai bersaglieri, profumo d'erba all'imbrunire: e'
stato tutto meraviglioso: "Ma e' gia' finita?".
Ci guardiamo, sentiamo un vuoto dentro ognuno di noi, "...E adesso ci tocca
aspettare un anno?" Siamo stanchi ma felici, e tristi che sia gia' tutto finito.
Ma "Franciacorta in fiore" ci sara' anche l'anno prossimo, e noi saremo li!
Marco.
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Ed eccoli qui, tutti insieme, i meravigliosi ragazzi bresciani, trionfatori della manifestazione. Del resto con queste meraviglie, come la composizione di Marco, come si poteva lasciare fuori le carnivore dai premi? |
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Ed eccoli, mostrare orgogliosissimi la pergamena ricevuta. Bravi!
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