Introduzione
Le
piante carnivore sono piante che
mangiano animali.
Sara' vero? Definite cosi' potrebbero sembrare degli
esseri mostruosi e pericolosi. In effetti e' cosi', ma gli
"animali"
di cui queste piante si nutrono sono per lo piu' insetti non piu' grandi
di una vespa o di un moscone.
Questo e' il motivo per il quale spesso si
usa il termine
piante insettivore,
senz'altro meno cruento e impressionante.
Per la verita', le piante carnivore si nutrono di insetti per necessita'.
Sono piante, infatti, che in natura vivono in ambienti
particolarmente poveri di quei nutrienti necessari alla crescita di
tutte le piante. Le ritroviamo in paludi, in torbiere acide, su rocce spoglie,
abbarbicate su tronchi di altre piante, sott'acqua... Le piante carnivore riescono
a sopravvivere in questi ambienti sterili e inospitali ricavando il loro nutrimento
dagli insetti. In questo modo, anche se il terreno e' sterile, queste piante
riescono comunque a crescere e moltiplicarsi.

Molti pensano che le piante carnivore siano la
sola
"Venus acchiappamosche", conosciuta da tutti (qui a sinistra).
Al contrario, ce ne sono altre. Anzi,
molte altre. Esistono
centinaia di specie, distribuite dal Sud Africa al Canada del Nord. Alcune sono
tropicali, altre le troviamo in aridi deserti e altre ancora sulle cime delle nostre Alpi.
Alcune sono piccole come la punta di uno spillo, altre lunghe metri e metri.
Verdi e spoglie o vistose e coloratissime, acquatiche, terrestri, sotterranee, ce n'e'
per tutti i gusti. No, decisamente, le piante carnivore non si limitano
alla sola
"Venus acchiappamosche", per quanto carina e affascinante essa
sia.
Le piante carnivore non sono solo moltissime, ma anche molto diverse
tra loro. Diversi sono i loro sistemi di cattura, e diversi i modi
di uccidere e digerire le prede. Alcune sono dotate di trappole a tagliola,
altre di tubi ripieni di liquido digestivo, altre ancora ricoperte di colla acida...
in effetti e' affascinante studiare tutti i meccanismi che queste piante hanno
messo a punto per catturare le loro prede.
Molte sono le fantasie e i racconti che riguardano le piante carnivore,
e non e' raro trovare persone convinte che ne esistano di enormi,
in grado di divorare cani e gatti, magari nascoste in qualche foresta tropicale.
Tutto cio' e' dovuto essenzialmente alla colossale ignoranza che circonda
queste piante.
Anche e specialmente in Italia, questa ignoranza e' spesso totale ed
assoluta: il primo libro sulle carnivore e' uscito solo nel 2002
e non c'era, fino a pochi anni fa, alcun punto di riferimento ne'
alcun gruppo di coltivatori o appassionati, niente. In questa
desolante mancanza di tutto, l'unica sorgente di qualcosa di carnivoro
sono i pochi negozietti e vivai in grado di vendere la mitica
"venus acchiappamosche". Anche in questo caso, pero', la vendita
e' accompagnata da consigli di coltivazione assolutamente
vaghi, pittoreschi e spesso errati: purtroppo
gli stessi negozianti non ne sanno piu' degli ignari principianti e si limitano
a dare quattro consigli in croce, magari accompagnandoli da raccomandazioni
da finti espertoni (campane di vetro, cioccolata nelle trappole, inverno in
casa e orrendita' simili).
Questa situazione, fortunatamente, sembra destinata a finire presto,
grazie alla nascita dell'AIPC (l'Associazione Italiana Piante Carnivore),
e alla diffusione di internet, che ha reso finalmente semplice e veloce
la circolazione di notizie, dati e materiale tra gli appassionati.
Mettendo insieme tutte le informazioni che abbiamo appena letto,
rivediamo quindi cosa sono le piante carnivore.
Le
piante carnivore sono un vasto gruppo di piante, molto
diverse tra loro, che vivono in ambienti poveri di nutrienti e che hanno
quindi sviluppato la capacita' di sfruttare insetti e altri piccoli invertebrati
come sorgente alternativa di cibo. Hanno sviluppato diversi sistemi per attirare,
catturare, uccidere ed assimilare le loro prede.
Sono molte, sono diffuse su tutto il globo (spesso in paludi o torbiere),
e sono generalmente molto poco conosciute.
Adesso che sappiamo
meglio di cosa stiamo parlando,
entriamo in qualche dettaglio sul loro riconoscimento e sulla
loro coltivazione.
Primo riconoscimento
Con il termine
riconoscimento (o
determinazione)
ci si riferisce al procedimento logico tramite il quale osservando
una pianta qualsiasi si giunge a determinarne correttamente il binomio
latino, o nome scientifico (per esempio
'Bellis perennis'
per la comune margherita da campo). Da notare che il binomio latino
e' sempre composto da due parti, la prima sempre in maiuscolo che
descrive il
Genere e la seconda sempre in minuscolo
che descrive la
specie.
Riconoscere correttamente una pianta carnivora e' un procedimento spesso
difficile e laborioso. A volte ci vogliono molti anni e una gran
dose di esperienza per riuscire a riconoscere correttamente una
determinata pianta, e ci sono piante carnivore talmente simili
tra loro che nemmeno i piu' esperti riescono a distinguerle con
certezza senza un'accurata indagine al microscopio.
Lasciando quindi la determinazione specifica delle piante
carnivore ai piu' esperti, possiamo pero' riuscire, in cinque minuti,
a farci un'idea delle piante carnivore esistenti e
imparare a riconoscerle almeno a grandi linee. Non saremo
in grado di distinguere una
Sarracenia rubra alabamensis
da una
Sarracenia rubra gulfensis ma per lo meno
saremo in grado, facendo un parallelo, di distinguere una
rana da un cavallo.
Come detto, le piante carnivore hanno sviluppato diversi sistemi
di cattura (o
trappole) per piccoli invertebrati.
Proviamo quindi a dividere le piante carnivore
in categorie a seconda del tipo di trappola.
Per ogni tipologia di trappola divideremo le piante a loro volta
in generi ed eventualmente in specie. Ricordiamo che il binomio
genere-specie e' usato in tutti gli ambienti per identificare
univocamente un organismo (esempio
Homo sapiens per l'uomo).
Nel caso delle piante carnivore, due piante appartenenti
a due generi diversi sono spesso diversissime tra loro, mentre
due piante appartenente allo stesso genere ma a specie diverse
sono diverse tra loro ma non in maniera marcata.
Quindi,
Sarracenia psittacina e
Pinguicula vulgaris
sono due piante assolutamente diverse tra loro (genere e specie diverse),
mentre
Drosera capensis e
Drosera regia sono due
piante molto simili.
Passiamo ora in rassegna quindi tutti i tipi di trappola delle
piante carnivore, e per ogni tipo elenchiamo che piante esistono
in natura.
-
Piante con trappola a tagliola
La trappola a tagliola e' un meccanismo formato da una foglia modificata
in modo da chiudersi a scatto quando viene sollecitata da un animaletto. La
foglia si richiude sul malcapitato, intrappolandolo e soffocandolo.
Nei giorni seguenti la cattura, la pianta secerne degli enzimi
digestivi dentro la tagliola, che consumano la preda. E' una trappola
molto evoluta, e si riconosce immediatamente (aspetto tipico a tagliola).
![Dionaea muscipula [dettaglio] - foto Fabio d'Alessi](http://www.aipcnet.it/Gfx/Articles/Intro/Dionaea_muscipula_2.jpg)
Ecco l'unica specie dotata di trappola a tagliola. E' la
famosa
Dionaea muscipula, comunemente chiamata
"dionea" o "venus acchiappamosche", di certo la pianta
carnivora piu' nota.
In natura e' diffusa negli Stati Uniti sudorientali, in
terreni acquitrinosi e soleggiati. Predilige un clima simile
al nostro, posizione in pieno sole, e inverni anche sottozero,
durante i quali entra in uno stato di dormienza.
La dionea forma una rosetta schiacciata al terreno o con foglie sollevate e puo' arrivare
a 20-30 centimetri di diametro con decine di foglie. Le trappole possono
essere lunghe 5-6 centimetri. Fiori semplici e poco vistosi, bianchi.
E' l'
unica pianta esistente al mondo con trappole a tagliola di questo tipo
(a parte una rarissima specie acquatica), quindi quando
vedete una pianta del genere, potete dire immediatamente "dionea!" e
magari gonfiarvi il petto con il completo binomio latino
Dionaea muscipula.
Un unico genere con un'unica specie:
Dionaea muscipula.
Molto comune (anche se in natura rischia l'estinzione) e di facile coltivazione.
-
Piante con trappola a colla
Categoria molto vasta di piante carnivore in cui le foglie
si sono modificate in modo da produrre una colla appiccicosa
che intrappola gli insetti e li digerisce lentamente. Quello
della colla e' un sistema piuttosto semplice ma efficace per
catturare le prede, ed e' infatti utilizzato da molti generi diversi
di piante carnivore. Questo tipo di trappola si riconosce facilmente
passando un dito sulla superficie superiore di una foglia.
Se al dito rimane attaccata una sorta di bava trasparente
e appiccicosa, siamo davanti a una pianta carnivora di questo
tipo.
Essenzialmente le piante carnivore con meccanismo a colla
si dividono in due grandi categorie. Vediamole.
-
Trappola a colla --- foglie con ghiandole invisibili
Le piante di questo tipo appartengono ad un solo genere,
il genere
Pinguicula. Queste piante presentano tutte
foglie ricoperte di migliaia di peli
microscopici e appena visibili a occhio nudo, che secernono
un liquido simile a bava. Questo liquido ricopre le foglie
formando un velo di colla. Quando un insetto
cammina sulla foglia, vi rimane invischiato e il liquido
lentamente scioglie e digerisce la preda.

In questa foto vedete un tipico esemplare
di
Pinguicula. La pianta ha un tipico
caratteristico verdechiaro-giallino, ed ha un aspetto tutt'altro
che carnivoro. Anzi, con le sue foglie morbide
e spesse e i suoi fiori simili a violette sembra
piu' una pianta grassa che una pianta carnivora.
Nonostante questo le foglie delle pinguicole sono
delle trappole veramente eccezionali e le pinguicole
sono tra le piante carnivore piu' di successo, capaci di
sterminare decine di piccoli insetti per foglia.
Pinguicula: unico genere con trappole a colla
con ghiandole invisibili. Ha decine e decine di specie
distribuite su tutto il globo e in molti ambienti. Esistono
anche in Italia (
Pinguicula vulgaris,
Pinguicula
alpina e altre).
Estremamente comuni e alcune di facile coltivazione.
Pinguicula
moranensis rappresenta una tipica pianta da principianti.
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Trappola a colla --- foglie con ghiandole ben visibili
In questo caso le foglie sono coperte di
peli molto sottili
che portano alle estremita' delle specie di goccioline. Queste goccioline
sono composte da varie sostanze che servono ad intrappolare,
appiccicare e uccidere le prede, una volta catturate. Le foglie
di questo tipo sono spesso dotate di una certa mobilita', e quindi
una volta catturata una preda non e' raro vederle (nel corso di alcune
ore) ripiegarsi e avvolgere la preda stessa.
Vediamone alcuni esempi:

Ecco una tipica pianta con trappola a colla e
ghiandole ben visibili.
In questo caso si tratta
di una
Drosera spatulata, una pianta
appartenente al genere
Drosera.
Questa pianta in particolare forma una piccola rosetta
di foglie larga fino a 7-8 centimetri, e adagiata
a livello del terreno. Le foglie
possono essere di colore verde, o rosso, o ramato.
Predilige ambienti torbosi e in
pieno sole, dove fiorisce continuamente, producendo
abbondanti semi.

Questa a destra, invece, e' sempre una drosera, ma in
questo caso e' una
Drosera binata. Questa
specie, al contrario di quella precedente, presenta
foglie molto ramificate e sollevate da terra, formando
una specie di ragnatela impenetrabile di veri e
propri tentacoli ricoperti di colla.
Il meccanismo di base (peli con gocce di colla)
e' lo stesso in entrambe le specie, ma la forma delle
foglie e' completamente diversa.
Esistono diversi generi di piante con trappole a colla e ghiandole ben
visibili.
Vediamoli:
-
Drosera: genere di enorme successo, con decine e decine di specie,
sparse su tutto il globo e in tutti gli ambienti. Esistono specie australiane microscopiche
e specie sudafricane molto grandi e vistose. Qualora vi troviate di fronte ad una pianta carnivora
con trappola a colla e ghiandole ben visibili, siete quasi sempre in presenza di una drosera.
In Italia sono presenti
Drosera rotundifolia, Drosera anglica e Drosera intermedia.
Alcune specie di Drosera sono comuni e di facile coltivazione, al contrario degli
altri generi qui sotto elencati. La
Drosera capensis e' la specie in assoluto piu' indicata per i principianti.
-
Drosophyllum lusitanicum: unico genere, unica specie. Molto simile
ad una drosera con fusto lignificato, e' una pianta molto particolare e
bella che vive in Spagna, Portogallo e Marocco. Rara.
-
Byblis: genere con poche specie, tipico dell'Australia e della Nuova Guinea. Rare.
-
Roridula: genere quasi estinto, con due specie, nativo del Sud Africa. Rarissime.
Quindi riassumendo: foglie appiccicose e bavose =
trappola a colla.
Controlliamo le foglie piu' da vicino: se le foglie sono all'apparenza normali, con
ghiandole invisibili siamo di certo davanti a una
Pinguicula,
se invece le foglie sono pelose con ghiandole ben visibili siamo quasi sempre
davanti a una
Drosera, raramente altri generi.
-
Piante con trappola ad ascidio
E qui passiamo dal regno del "piccolo e carino" al regno del "grande e meraviglioso".
Innanzitutto, cos'e' una trappola ad ascidio?
Tecnicamente l'
ascidio e' una foglia modificata in modo
da formare una specie di contenitore con la forma piu' o meno di un bicchiere.
Qui le prede vengono intrappolate e digerite lentamente. L'ascidio e'
prodotto dalle foglie che si ripiegano su se stesse, richiudendosi.
Il funzionamento e' piuttosto semplice: le piante producono
questi ascidi con una apertura libera. Successivamente attirano
gli insetti con vari sistemi (colori, nettare). Gli insetti che cadono
negli ascidi vi muoiono e vengono digeriti lentamente. Vista la relativa
semplicita' di questa trappola, ci sono piu' generi di piante
carnivore che l'hanno adottata, in maniere diverse. Vediamoli.
Nepenthes
Nel genere
Nepenthes gli ascidi sono formati all'
estremita'
delle foglie. L'aspetto di queste piante e' quindi di piante con foglie "normali"
con delle specie di "bicchieri" pendenti attaccati alla punta delle
foglie. Gli ascidi sono ripieni di liquido digestivo che uccide e
assimila le prede.
Qui a sinistra una tipica
Nepenthes, con
le sue foglie ad ascidio pendente.
Come si puo' vedere, sono piante estremamente belle
e affascinanti, con colori che vanno dal rosso
al viola, al nero, in combinazioni di colori che
hanno spesso dell'incredibile.
Esiste un unico genere : il genere
Nepenthes, con decine di
specie. Sono tutte piante tropicali (provengono dalle
zone del Borneo e lontano oriente), ed hanno bisogno
di condizioni di crescita molto particolari, con
temperature e umidita' controllate, fotoperiodo
costante, ecc.
In natura spesso hanno comportamento spesso epifita o semirampicante e crescono
abbarbicate su altre piante, nelle foreste tropicali, o comunque
su detrito di origine vegetale.
Alcune delle specie sono quasi estinte o esistono solo in coltivazione.
Le dimensioni sono notevoli, e ci sono
Nepenthes
che possono arrivare a metri di lunghezza con ascidi
della capacita' di 1-2 litri.
Sono piante impegnative, alcune rarissime, e spesso
molto costose.
Sono, d'altronde, piante che danno un enorme soddisfazione
se coltivate con successo, e alcuni dei migliori coltivatori
mondiali di piante carnivore sono appunto coltivatori di
Nepenthes.
Cephalotus
Pianta molto rara e particolare, esistente in un unico genere
con una unica specie, australiana, il
Cephalotus follicularis.
In questa pianta, al contrario della
Nepenthes (dove le foglie
hanno un aspetto normale, al cui apice e' attaccato l'ascidio) esistono
due tipi distinti e separati di foglie. C'e' un tipo di foglia a lamina,
che e' in tutto e per tutto una foglia normale, come potrebbe essere
quella di una qualsiasi pianta non carnivora. Alternate a queste foglie
ci sono poi delle foglie esclusivamente ad ascidio, con una forma
tipica di bicchiere con coperchietto.
Qui a sinistra un
Cephalotus follicularis
nella sua forma piu' splendida.
Questa pianta, se cresciuta bene, presenta gruppi di
decine di foglie normali e decine di trappole. Le trappole
ad ascidio possono arrivare a 10 centimetri d'altezza
e sono delle vere e proprie tombe per formiche.
Tipico dell'Australia, il
Cephalotus e'
abbastanza raro ed impegnativo da coltivare. Cresce
su terreni torbosi e umidi, in condizioni
di pieno sole.
Ripetiamo quindi: due tipi di foglia distinti: un tipo non
carnivoro, normale e un tipo esclusivamente carnivoro, ad
ascidio.
Un unico genere con un'unica specie:
Cephalotus follicularis,
australiana. Abbastanza raro, abbastanza costoso, abbastanza difficile,
assolutamente meraviglioso.
Sarracenia e Darlingtonia
Abbandoniamo le trappole ad ascidio a "bicchiere" per arrivare
alle piante con trappole ad ascidio a "cono". In questo caso le
foglie sono sempre richiuse su se stesse a formare un contenitore,
ma questo contenitore non e' pendulo e portato all'estremita'
delle foglie, bensi' e' eretto, allungato, una specie di cono
gelato piantato per terra. Gli insetti, anche qui, sono attirati
verso il cono, dove cadono e muoiono, e lentamente vengono
assimilati.

Qui a sinistra un rappresentante di questo
tipo di piante carnivore, la
Sarracenia flava.
Come si puo' vedere le sarracenie hanno spesso un
aspetto assolutamente incredibile e che non richiama
in alcun modo le altre piante. Non hanno foglie a lamina,
di aspetto normale, bensi' solamente foglie a cono (salvo rari casi),
hanno colori che vanno dal giallo-verde (come qui) al rosso porpora.
Tutte le sarracenie provengono dagli Stati Uniti, e sono adattate
a climi da temperato freddo a temperato caldo. Richiedono molte
ore di sole pieno, terreni sempre fradici e torbosi (tipici di
paludi torbose) e inverni freddi durante i quali entrano in dormienza.
Esistono sarracenie che arrivano anche a piu' di un metro di altezza
e che possono formare delle vere e proprie colonie di centinaia
di ascidi a cono. Le forme vanno dal cono eretto ed allungato (come qui)
a coni schiacciati a terra, a coni piccoli a forma di becco-di-pappagallo.
Due generi:
Sarracenia, con 8 specie, tutte assolutamente meravigliose
e non impossibili da coltivare. Hanno la caratteristica di potersi incrociare
bene tra loro, con la possibilita' quindi di formare un numero infinito di
ibridi diversi dalle 8 specie esistenti.
Darlingtonia californica, unico genere con unica specie.
Molto affine alle Sarracenie, e' detta anche pianta-cobra per la forma
particolare delle trappole, che somigliano alla testa di un cobra. E'
anche questa una pianta tipica di zone torbose e umide degli Stati Uniti.
Piu' rara delle Sarracenie e piu' impegnativa da coltivare.
Sarracenie e Darlingtonia sono tutte piante delicate, impegnative ma non
impossibili da coltivare. Crescono lentamente ma sono, come le Nepenthes,
dei veri e propri sogni da coltivare. Alcuni tra i piu' grandi coltivatori
ed esperti di piante carnivore sono coltivatori di Sarracenia.
Heliamphora
Altro genere di piante carnivore con trappole ad ascidio di forma conica
ed allungata. Come le sarracenie e la Darlingtonia, non presenta foglie
normali, ma esclusivamente foglie a cono allungato verticalmente.
Le trappole sono ritenute molto primitive, in quanto sono meno
sofisticate e perfezionate di quelle di sarracenie e Darlingtonia.
Qui a sinistra un tipico esemplare di
Heliamphora. Come si puo' vedere, l'aspetto
richiama in qualche modo quello delle sarracenie, con
la differenza che gli ascidi non hanno il "coperchio"
come succede per quelli delle sarracenie.
Le heliamphore sono piante particolarissime che
vivono in ambienti estremi sulle cime degli altopiani
(detti tepui) in Venezuela e Brasile, dove ci sono
condizioni ambientali proibitive, costanti precipitazioni,
forte vento, notti gelide.
Le piante sono talmente belle e impegnative che
tutti gli appassionati di piante carnivore ritengono
sia uno "status symbol" riuscire ad avere una
Heliamphora in buona condizione nella propria
collezione.
Un unico genere:
Heliamphora, comprendente 5 specie.
Sono tutte piante di montagna tropicale (tepui). Richiedono particolarissime
condizioni di coltivazione. Rare, alcune rarissime, impegnative,
costose, lente a crescere e delicatissime. Insomma, hanno tutti i
difetti ma anche un piccolissimo pregio: sono
bellissime.
-
Altre trappole, altre specie
Queste qui sopra esposte sono i tre tipi di trappola piu'
noti e comuni nel mondo delle piante carnivore. Ma non sono
gli unici.
Esistono infatti specie a volte meno note e meno coltivate,
ma non per questo meno interessanti. Diamo una veloce occhiata:
Utricularia
Le utricolarie sono piante molto strane. Alcune specie
sembrano muschi con foglie piccolissime e fiori coloratissimi
ma molto minuti; altre specie risultano invece piu' vistose
con foglie a "penna" o di altre forme e fiori meravigliosi.
Alcune terrestri, altre completamente acquatiche.
Unico genere
Utricularia con decine di
specie sparse su tutto il globo.
La caratteristica di queste piante e' che sono dotate
di piccolissime trappole sotterranee o subacquee, simili
a piccolissimi sacchettini. Questi sacchettini sono
sottovuoto e quando un microscopico animaletto ci
passa vicino si aprono per una frazione di secondo,
lo risucchiano all'interno e si richiudono. Col tempo
poi l'animaletto muore e viene assimilato. Le trappole
non sono molto grandi (nell'ordine di 1-2 millimetri)
e spesso la parte visibile della pianta e' scarna e
misera, e questo e' il motivo per cui sono molto rare
da trovare in coltivazione. Nonostante questo la bellezza
dei fiori e la semplicita' di coltivazione rendono
le utricolarie una interessante alternativa alle solite
carnivore.
Aldrovanda vesiculosa
Unica specie di un genere ormai quasi scomparso.
In pratica e' una piccola dionea acquatica. Senza radici,
vive in acqua e ha piccolissime trappole (microscopiche)
che funzionano in maniera simile a quelle della dionea,
cioe' a scatto.
E' una pianta che una volta era molto comune in tutta
Europa. A tutt'oggi, ormai, si ritiene sia praticamente
scomparsa da quasi tutti gli ambienti dove era prima
presente, a causa dell'inquinamento.
Rarissima da trovare in coltivazione, perche' spesso
vista come specie di poco interesse, piccola e
insignificante. E' invece una pianta molto interessante
per la sua parentela con una pianta apparentemente cosi'
diversa come appunto la
Dionaea muscipula.
Ci sono altri generi di piante carnivore (
Genlisea,
Ibicella e altri) ma sono talmente rare e
insolite da trovare in coltivazione da essere note
solamente ad alcuni coltivatori particolarmente esperti.
Chiave Riconoscimento
Riassumiamo tutto cio' esposto sin d'ora, cercando di
fissare in memoria almeno uno schemino di minima. Abbiamo diviso le
piante carnivore in vari gruppi a seconda del meccanismo di cattura.
Costruiamoci quindi uno schema a "domanda/risposta" (tipo chiave
dicotomica) per riconoscere i principali generi di piante carnivore.
- Foglia che si chiude a scatto? Trappola a tagliola : Dionaea muscipula
Unico genere, una sola specie. Comune, di facile coltivazione. USA.
- Foglia con superficie viscida? Trappola a colla :
- Ghiandole invisibili, foglia dall'apparenza liscia? Pinguicula
Un genere, parecchie decine di specie, alcune comuni e di facile coltivazione.
Distribuite su tutto il globo, in tutti i tipi di terreni. Particolare il gruppo delle
pinguicole messicane. Pinguicula moranensis molto indicata per i principianti.
- Ghiandole ben visibili, foglia dall'apparenza pelosa? Drosera
Un genere, parecchie decine di specie, alcune comuni e di facile coltivazione.
Distribuite su tutto il globo, su terreni spesso umidi e torbosi. Particolari il gruppo
delle drosere nane australiane, delle giganti africane, delle drosere tuberose e altre ancora.
Drosera capensis indicata per i principianti.
- Foglia a tubo o a bicchiere? Trappola ad ascidio :
- Foglie normali, con bicchiere pendente all'estremita'? Nepenthes
Un genere, parecchie decine di specie, tutte tropicali e di coltivazione impegnativa.
Distribuite in zone tropicali autraliane e orientali. Due gruppi: gruppo di pianura e gruppo di
montagna (piu' esigenti). Rare e costose, molto ricercate per la particolare bellezza. Crescono
su altre piante o su detriti di origine vegetale in ambiente umido.
- 2 tipi di foglie distinte: foglie normali a lamina, non carnivore, e foglie completamente a
bicchiere, carnivore? Cephalotus follicularis
Un genere, una specie, di origine australiana. Di coltivazione impegnativa,
e difficile da trovare. Molto bella, cresce in colonie molto vaste, su terreni torbosi e
umidi, in piane assolate.
- Ascidi tutti a cono, allungati e verticalmente inseriti nel terreno, con un prolungamento
a "cappello" o "coperchio" che copre l'apertura dell'ascidio? Sarracenia
Un genere, 8 specie, tutte di zone paludose e umide degli USA.
Impegnative (ma non troppo), e di particolare bellezza. Indicata per i principianti
la Sarracenia purpurea venosa ed alcuni ibridi in commercio.
- Ascidi tutti a cono, allungati e verticalmente inseriti nel terreno,
ma privi di "cappello"? Heliamphora
Un genere, 5 specie, tutte di zone di montagna tropicale del Sud America.
Estremamente rare, impegnative, ma particolare bellezza.
Introduzione alla coltivazione
Dopo aver imparato a riconoscere i principali generi di piante
carnivore, vediamo ora di imparare la coltivazione almeno
delle specie piu' semplici.
Per centinaia di anni, sin dai primi tentativi di coltivazione,
le piante carnivore sono sempre state ritenute piante di difficilissima
coltivazione. Difficili da tenere, difficilissime da riprodurre, quasi
impossibili da far nascere da seme.
Cio' avveniva in quanto spesso gli esploratori che riportavano queste
piante in Europa non accompagnavano le piante da informazioni sull'ambiente
in cui le avevano trovate. Le piante carnivore, cosi', finivano coltivate
come se fossero state delle normali rose, morendo in brevissimo tempo.
Fortunatamente, mano a mano che si sono accumulati piu' dati sugli ambienti
nativi di queste piante e che si sono cercate di riprodurre artificialmente
le condizioni naturali piu' favorevoli alla loro crescita, si e' scoperto
che le piante carnivore non sono, in generale, cosi' difficili da coltivare
come potrebbe sembrare. Sono
particolari,
non difficili.
Sono
particolari in quanto le tecniche di coltivazione sono piuttosto
stravaganti e differenti da quelle comunemente usate per le altre piante. Non
sono difficili in quanto una volta apprese queste tecniche non e' insolito
riuscire a coltivare con grande successo anche le specie piu' rare e ostiche.
In altre parole, si tratta solo di imparare.
La stragrande maggioranza delle piante carnivore ha bisogno di pochi, ma
fondamentali, requisiti:
acqua, torba e sole. Non dimentichiamoci
che spesso queste piante crescono in terreni torbosi, paludi, acquitrini.
Tutti questi ambienti hanno in comune queste cose: sono fradici d'acqua,
sono spesso esposti al sole diretto dalla mattina alla sera, e il terreno
e' composto prevalentemente da detriti vegetale oppure da sfagno e torba.
Una volta ricreate queste condizioni, la coltivazione sara' solo questione
di tempo libero e passione, ma non sara' per niente impossibile o irrealizzabile.
Terreno
Moltissime piante carnivore, e di sicuro tutte quelle che vengono consigliate
ai principianti, crescono benissimo su torba di sfagno pura. A questo proposito,
e' necessario riuscire a recuperare della
torba acida di sfagno
assolutamente pura e priva di fertilizzanti e addizionanti. Sono da escludere
le "torbe fertili", gli "humus addizionati" i "terravita" e tutti i prodotti
di questo tipo, perche' contengono azoto, che sebbene sia un toccasana per
le piante normali, e' un veleno per le carnivore. Quindi, dobbiamo usare
solo torba acida di sfagno, che peraltro non costa quasi nulla e
si trova presso tutti i grossi garden-center e vivai. Un metodo per scegliere
una torba acida di sfagno a colpo sicuro e' controllare, nella tabella dati
della torba, il
pH. Se il pH e' compreso tra 3 e 4.5 la torba va bene.
Se invece il pH e' superiore a 4.5 la torba e' da scartare.
A questa alcuni aggiungono delle sostanze per renderla meno impaccata. Si
usa spesso la perlite, o il ghiaino di quarzo. Cio' in quanto e' necessario
usare sostanze neutre che non inquinino il terreno ne' alterino il pH.
Senza scendere in dettagli, cercate in negozi di acquariofilia del
normalissimo ghiaino di quarzo, oppure procuratevi da un vivaista della
perlite.
La preparazione del terreno e' piuttosto semplice: basta strizzare
e idratare la torba finche' e' fradicia. Mescolarla in proporzione 1:1 con
perlite o quarzo, oppure usarla pura e sistemarla nei vasi (possibilmente di plastica).
Acqua
E' importante che l'acqua sia SEMPRE presente in abbondanza. Per questo
si usa il sistema della sottocassetta o del sottovaso: si sistemano i vasi
su sottovasi o sottocassette e si tengono le sottocassette
sempre
colme d'acqua, versando l'acqua direttamente nella sottocassetta e
mai
sul vaso o sulla pianta. La sottocassetta piena d'acqua simula la situazione
della palude, dove lo strato superficiale puo' essere anche secco e arso
dal sole, ma dove pochi centimetri sotto c'e' sempre fango e acqua
in enorme quantita'. Questo e' un requisito fondamentale, e se la torba
dovesse seccare per assenza d'acqua le piante morirebbero in brevissimo tempo.
Che acqua usare? I principianti possono usare qualsiasi acqua ottenendo
risultati accettabili sia per le drosere che per dionee e altre piante.
I piu' smaliziati pero' sanno che piu' "tenera" e "dolce" e' l'acqua,
meglio crescono le piante. A questo scopo si usa spesso acqua piovana,
o acqua demineralizzata (in vendita nei supermercati) o, i piu' esperti,
addirittura un impianto a osmosi inversa per ottenere grandi quantita'
d'acqua poverissima di sali, ottima per le carnivore.
Posizione
Contrariamente a quanto si pensa, a parte alcuni casi,
le piante carnivore
non sono piante tropicali e
non
sono piante da sottobosco o delicate. Vanno, anzi, tenute in pienissimo
sole e all'esterno, durante tutto l'anno. Durante l'inverno vanno tenute
in un posto freddo, con temperature attorno a 2-5'C, in modo che entrino
nella fase di dormienza. La primavera successiva saranno piu' vigorose
e vispe che mai. Al contrario, tenere una dionea o una
sarracenia in casa, al calduccio, rappresenta solo apparentemente
un vantaggio, in quanto poi la pianta, in primavera, crescera'
lenta e stentata.
Caso a parte quello di
Nepenthes e poche altre piante che
sono effettivamente tropicali e che necessitano quindi di temperature
sempre nell'ordine dei 15-20'C. In inverno queste piante hanno bisogno
di un terrario o di un posto comunque umido, caldo e con fotoperiodo
di almeno 12 ore di luce. Proprio queste condizioni, difficili da
simulare a meno che non si spenda molto, rendono queste piante
piu' impegnative da tenere.
Quindi, visti i requisiti fondamentali, riassumiamo i punti
assolutamente fondamentali per la coltivazione generica delle
piante carnivore:
- Usare sempre terreni acidi: torba acida di sfagno priva di
addizionanti e eventualmente alleggerita con quarzo o perlite.
- Sistemare sempre i vasi in modo che ci siano sempre almeno
un paio di centimetri d'acqua sul fondo, per mantenere il terreno
molto umido, specialmente durante l'estate. Usare il sistema della
sottocassetta.
- Sistemare le piante in posizione molto assolata, all'esterno,
e lasciarle svernare in condizioni fredda durante l'inverno.
- Non fertilizzare mai con alcun tipo di fertilizzante.
- Non giocare con le trappole, divertirsi a chiudere le trappole
delle dionee o dar da mangiare qualsiasi alimento che contenga
grassi o olii. Cio' quindi esclude carne animale. Le piante si
arrangeranno da sole a catturare gli insetti.
- Una volta sistemata una pianta in una posizione, non
spostatela frequentemente, ma lasciatele qualche mese di
tempo che si adatti alle nuovi condizioni di luce e umidita'.
Muovere le piante frequentemente significa indebolirle.
- Nel caso otteniate semi, seminateli sempre in condizioni
di elevata umidita', su torba purissima.
- Rinvasate in febbraio, con particolare attenzione a
non lacerare ne' rovinare le radici di queste piante,
spesso delicate e piuttosto sensibili.
Ricordatevi
sempre l'acqua nei sottovasi.
Se avete intenzione di uscire di casa entro pochi secondi
e correre a prendere torba, perlite, acqua e vasetti per
iniziare la vostra avventura nel mondo delle carnivore,
un consiglio e' quello di leggere prima la
pagina
sui materiali, che contiene dettagli, nomi di prodotti e
prezzi di tutto cio' che vi serve, insieme ad alcuni
parametri a cui stare attenti per non prendere
prodotti non adatti alle carnivore.
Piante carnivore per principianti
Dionaea muscipula
Comunissima e facile da trovare nei negozi per 3-7 euro a
vasetto. Da tenere all'esterno, sempre, e in posizione molto
assolata. Se riceve abbastanza sole si arrossa e diventa particolarmente
vigorosa e bella da vedere. D'inverno va tenuta in posizione
riparata, ma comunque con temperature mai superiori a 5'C, altrimenti
non entrera' in riposo invernale e deperira'. Di semplice coltivazione,
con le solite precauzioni: usare solo torba pura, acqua in abbondanza
e molto sole diretto. Fa fiori bianchi che si raccomanda sempre di
tagliare per non indebolire la pianta.
Drosera capensis
Un'altra pianta molto facile da tenere, comunissima tra i
principianti, insieme ad altre drosere facili quali ad esempio
Drosera spatulata,
Drosera binata,
Drosera intermedia,
Drosera rotundifolia e altre. Le condizioni di coltivazione
sono semplici e sempre quelle: torba purissima, abbondante acqua
nel sottovaso e posizione in pieno sole. D'inverno possono essere
tenute in casa ma e' meglio, comunque, fornir loro un inverno
freddo e riparato, con temperature intorno ai 5-15'C. Producono
gruppi di fiori viola o bianchi, piccoli, che formano
abbondanti semi.
Pinguicula moranensis
Pianta comune e semplice da coltivare, cosi' come i molti
tipi di ibridi presenti sul mercato (
Pinguicula 'Hans' e
Pinguicula 'Weser' ad esempio). Da tenere non in
pienissimo sole tutto il giorno, ma in posizione un po'
riparata, tipo su un davanzale esposto ad Est o Ovest.
Terreno di torba pura o mista a perlite. Non abbondare
con l'acqua nel sottovaso, ma assicurarsi che comunque
la torba sia sempre ben umida. Produce bellissimi fiori
a violetta, rosa.
Sarracenie
Piante non comunissime, ma comunque non insolite da
trovare nei vivai specializzati e presso gli appassionati.
Non e' difficile per un principiante riuscire a tenere
con successo una sarracenia. Necessita di terreno di torba
pura mista a perlite 1:1 e grande abbondanza d'acqua nel
sottovaso. Sole pieno, come al solito. D'inverno si raccomanda
di tenere le Sarracenie all'esterno anche se la temperatura
dovesse scendere sotto zero.
Ultime raccomandazioni
Se siete davvero interessati alle piante carnivore, iniziate
con calma, concentratevi su poche specie, anche se e' apparentemente
brutto partire con piante facili etichettate come "piante da principiante".
Avanzate per gradi. Dionea,
Drosera capensis e
binata, poi passate
alle pinguicole o a qualche drosera a rosetta (
D.spatulata o
D.aliciae).
Se vi crescono tutte bene per mesi, una stagione o due, allora
lanciatevi su specie piu' impegnative e spettacolari come
qualche specie di
Sarracenia e
Nepenthes.
Se non sapete dove trovare qualche pianta
con cui iniziare, non c'e' problema: sempre su questo sito
esiste una risorsa particolarmente
utile, l'
indice piante carnivore
specie per specie , ove sono presenti anche gli indirizzi
e-mail di coltivatori disposti a spedire gratuitamente semi e materiale
a chi e' alle prime armi.
Se preferite l'approccio su internet, allora potete partire
dalla
lista dei siti consigliati da AIPCnet
e' una lista ridotta, ma e' comunque un punto di partenza. Sempre parlando
di internet, una mossa azzeccata e' senz'altro iscrivervi
alla
lista discussione
italiana sulle carnivore, dove troverete decine di appassionati
che saranno piu' che felici di regalarvi semi e piante con cui iniziare.
Ma specialmente,
iscrivetevi all'AIPC , l'Associazione Italiana Piante
Carnivore.
In ogni caso, buona coltivazione.