Semina di Darlingtonia Californica - AIPC
SCHEDA DI GERMINAZIONE:
Darlintonia californica
Famiglia: Sarraceniaceae
Origine: America Settentrionale
Descritta: Torrey (1853)
Rara, delicata, assolutamente unica, vive in poche isolate zone umide degli Stati Uniti occidentali (tra la California e l'Oregon), dove gode di un clima temperato con notti fresche anche in estate. Proprio la sensibilità al caldo ed al secco la rende piuttosto impegnativa in coltivazione.
Parente stretta delle sarracenie, forma come loro gli ascidi, ma si distingue da ogni "cugina" per l'andamento spesso tortile dell'ascidio, la chiusura quasi completa della trappola, con una sola piccola apertura, e soprattutto per i due "baffi" di colore rosso cupo, che attirano e guidano gli insetti all'interno della trappola: il tutto le conferisce l'aspetto minaccioso di un serpente, e giustifica il suo nome inglese: la pianta cobra.
La Darlingtonia californica è originaria del sud-ovest degli Stati Uniti, crescendo sulle alture che segnano il confine fra California settentrionale e Oregon, è presente in zone di montagna esposte a nord come in pianure soleggiate vicino al mare. L'habitat ideale, se può variare in fatto di luce temperatura e condizioni climatiche, mantiene però una costante: l'umidità. Ama particolarmente circondarsi dei ciuffi di sfagno che vegetano lungo le rive dei torrenti di montagna con acqua di sorgente fredda, questo fa si che le radici abbiano a disposizione nel tempo, grazie allo sfagno, una quantità costante di acqua limpida e fresca; se ne può dedurre che le condizioni per coltivare al meglio Darlingtonia siano quelle di mantenere fresche le radici, soprattutto durante i mesi estivi.
I semi vengono prodotti in autunno da fiori che sbocciano in primavera, il fiore è simile per aspetto a quello di Sarracenia, anche i semi di Darlingtonia hanno bisogno di essere stratificati secondo le varie modalità descritte per Sarracenia.
Una volta eseguita la stratificazione forzata in frigo o freezer, potete seminare (in qualsiasi periodo dell'anno) su vasetti contenenti per 2/3 un miscuglio di torba acida di sfagno e perlite in parti uguali e uno strato superiore, circa 1/3 del vaso, di sfagno vivo, o secco reidratato, macinati finemente. I semi non devono essere coperti ma solo appoggiati sullo sfagno; anche in questo caso il vasetto deve essere preparato almeno un mese prima della semina in modo da consentire che eventuali colonie di alghe o batteri perdano la capacità di nuocere alle future giovani piantine.
Se preferite la stratificazione naturale dovete seminare tenendo presente che i semi hanno bisogno di un periodo di almeno 4 settimane in cui la temperatura sia costantemente inferiore ai 10°C e che non vada sotto lo zero termico se non per periodi brevissimi. Avendo cura di porre i vasetti in posizioni tali da evitare le gelate , le epoche migliori per la semina in Italia saranno quindi le seguenti:
- a nord dall'inizio di novembre fino a metà febbraio;
- al centro dalla metà di novembre alla fine di gennaio;
- al sud e le isole dalla fine di dicembre fino alla metà di gennaio.
Se durante la stratificazione naturale qualche giornata non è troppo fredda, non preoccupatevi, prolungate semplicemente il periodo. Tuttavia, per evitare problemi, è preferibile seminare naturalmente all'inizio dei periodi succitati.
Potete coprire i vasetti con dei sacchetti o fogli di plastica ponendo attenzione che la temperatura non vada sopra i 10°C, anche nel caso di stratificazione forzata potete usare la plastica subito dopo aver seminato.
Seminate i semi ad una distanza di circa 5 mm fra loro, non è indispensabile la luce diretta ma, se volete provare, abbiate cura di evitare surriscaldamenti all'interno della plastica facendovi dei buchi. Infine mantenete sempre un po' d'acqua nel sottovaso, ricambiandola spesso.
Una volta germinati i semi, la copertura di plastica va tolta; mettete il vasetto alla luce (naturale o artificiale), la luce non è cosi importante per Darlingtonia come per Sarracenia ma le giovani piantine ne traggono molto vantaggio in quanto non avendo ancora la capacità di trarre nutrimento grazie alle trappole, devono affidarsi alla fotosintesi clorofilliana per produrre le prime foglie. Controllate (se avete usato quello) che lo sfagno vivo non tenda a soffocare le neonate, in questo caso, molto delicatamente, provvedete ad eliminarne un po'.
Le giovani Darlingtonia, nelle prime fasi di vita, sono molto lente a crescere e dovranno rimanere nel vasetto dove sono nate per almeno un anno prima di poter essere trapiantate. Ricordate che mal sopportano temperature troppo elevate, quindi durante le calde giornate estive (e in genere questo vale anche per le piante adulte), spostatele in posizione luminosa ma ombreggiata.
Nell'anno successivo, se tutto è andato bene, sarà ora di rinvasare individualmente le giovani piante che dovranno essere poste in vasi non troppo piccoli, preferibilmente in coccio e che abbiano una forma bassa e larga (tipo ciotola). Essendo il coccio un materiale che traspira, contribuisce a mantenere fresche le radici.
Riempiteli nella metà inferiore di torba/perlite in parti uguali (ma si può provare anche con solo perlite o solo torba o con percentuali diverse di entrambe) mentre nella metà superiore useremo sfagno vivo a fibra lunga (non tritato), si può utilizzare anche lo sfagno secco reidratato, più semplice da gestire, mischiato a perlite in parti uguali e riempiendo tutto il vaso con questa miscela. Il giovane apparato radicale dovrà quindi essere avvolto interamente da sfagno che, come noto, possiede spiccate proprietà antifungine impedendo la proliferazione di muffe e colonie batteriche. L'uso dello sfagno è importantissimo in quanto la principale causa di morte delle giovani Darlingtonia è dovuta a infezioni fungine dell'apparato radicale, per lo stesso motivo curate particolarmente l'igiene di mani e materiali usati nella semina e coltivazione delle vostre piccole Darlingtonia !
Non fate assolutamente mai mancare l'acqua nei sottovasi, deve essere acqua il più possibile pulita e fresca, soprattutto d'estate provvedete a cambiarla spesso e completamente, cercando di pulire meglio possibile il fondo dei vasi e il sottovaso. E' preferibile innaffiare dall'alto in modo che l'acqua faccia abbassare la temperatura del substrato e quindi delle radici. Per il resto, Darlingtonia e' una pianta molto resistente che ha comportamenti ed esigenze simili a quelle delle Sarracenia.
Ultimo aggiornamento (Venerdì 29 Gennaio 2010 23:12)









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