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Nepenthes della Thailandia: N. Kerrii

Testo di Marcello Catalano - Foto di Marcello Catalano, Stewart McPherson e Tarutao n.p. Staff

Adang

2006
All'erbario BK di Bangkok ho trovato un esemplare etichettato "N. gracilis", raccolto da Kerr su quest'isola nel 1928. Dalla scrittura quasi incomprensibile di Kerr ho dedotto che la pianta era stata trovata ad un'altitudine di 1500 m. Le foglie e gli ascidi sembravano molto diversi da quelli della N. gracilis.

2007
Sono andato a Satun e da lì ho programmato il mio viaggio verso Adang. Appena fuori dalla stazione dei bus di Satun ho trovato un'agenzia di viaggi e ho chiesto ad una ragazza molto gentile di chiamare l'isola di Adang e chiedere se sapessero niente di un mokao moken ling che cresce nei paraggi. Qualcuno dello staff ha risposto che un ragazzo aveva visto quelle piante sull'isola ma non ricordava dove. Il traghetto per Adang costava 1000 bat a/r e non volevo affrontare una spesa del genere per poi sentirmi dire "no mokao sorry". Foto di Stewart McPhersonHo passato la notte a Satun in un albergo pulito ed economico dove ormai mi reco sempre e che vi raccomando, il Rien Thong. Il mattino dopo sono andato a Pakbarà, il paesino dove si trova il porto e da dove partono le barche ed i traghetti per le isole. E' incredibile come, a partire da Satun per finire ad Adang, non saprete mai nulla di preciso sul vostro viaggio: a Satun mi hanno detto che non c'era songteu per Pakbarà, altri mi hanno detto che c'erano sia songteu che bus e tutti gli intervistati hanno espresso un'opinione diversa riguardo a dove e quando entrambi si sarebbero fermati. Gli orari di partenza del traghetto sono cambiati dalla mia guida (Lonely Planet) a quello che poi mi è stato detto a Satun, e poi di nuovo da quel che ho effettivamente letto sui cartelli al porto di Pakbarà a quando di fatto il traghetto è partito. Alla fine ho lasciato Satun la mattina presto - perché mi aspetto sempre che i programmi quaggiù subiscano decine di ritardi imprevisti di ogni tipo - ed il traghetto è partito alle 14:30. Sono arrivato ad Adang alle 18, dopo aver pagato un extra di 100 bat alla barca che porta i passeggeri dal traghetto, "parcheggiato" in mezzo al mare, alle isole di Adang o Ko Lipe, a vostra scelta. Adang è un parco nazionale, molto diverso dalla turistica Ko Lipe. A metà strada tra Pakbarà e queste due isole si trova la più grande del gruppo, Tarutao. Alcuni anni fa Tarutao è stata usata come location per girare la versione americana della nostra "Isola dei Famosi". Quando abbiamo lasciato il traghetto e siamo arrivati nello spazio di mare tra le due isole, mi sono accorto che tutti erano diretti a Ko Lipe. Io ero l'unico che doveva andare dalla parte opposta, tanto che il barcaiolo non era sicuro di aver capito bene. Ero un po' preoccupato, dove mi stavo andando a perdere stavolta? Il mare era mosso e le onde mi hanno imbevuto per bene i jeans e la maglietta di acqua salata. Foto del Tarutao n.p. staffEd è così ridotto, a piedi nudi, con i pantaloni arrotolati al polpaccio e con due zaini sulle spalle, che sono saltato fuori dalla barca a pochi metri dalla riva. Già parevo un naufrago. Questa parte di costa è caratterizzata da pini e sabbia grigiastra, cosicché all'arrivo l'atmosfera in cui ci si trova è quella familiare dei nostri campeggi. Ho subito visto i cartelli del parco e mi sono diretto al centro visitatori, qualche decina di metri più in là. C'erano alcuni ranger seduti intorno ad un lungo tavolo di legno, che bevevano e fumavano. "Mokao moken ling?" ho detto come al solito. E come al solito mi hanno guardato senza sapere cosa dire e cosa fare. Fortunatamente il loro capo, Bao, sapeva l'inglese. Gli ho spiegato cosa facevo lì e lui ha risposto che né lui né i suoi uomini avevano mai visto il mokao su Adang. Dopo aver ascoltato la mia storia però - quella che avete letto all'inizio di questo capitolo - ha preso come un dato di fatto che il mokao lì c'era, anche se ancora non sapevamo dove. Questa era già una fortuna, perché la norma in questi casi è "no mokao sorry" oppure "vivo qui da trent'anni e non ho mai visto il mokao, quindi il mokao qui non c'è". Bao mi ha detto qualcosa in più su Adang. L'altitudine massima dell'isola è 700 m e ci sono solo tre aree montane che possono essere raggiunte dall'uomo: il Chado Cliff, la cascata dei pirati e la cascata Rattanà. Il resto è giungla inesplorata. Molto probabile perciò che Kerr nel 1928 abbia trovato Nepenthes in uno di questi tre posti. Per quanto riguarda il Chado Cliff e la cascata dei pirati, Bao mi ha detto che non avrei avuto bisogno di nessuna guida, così li ho messi in programma per la mattina dopo e sono andato a mangiare qualcosa all'unico ristorante-bar dell'isola. Prima ho chiesto di avere una delle loro piccole tende per passare la notte (100 bat). In quella tendina ho "dormito" per un paio di notti, svegliandomi la mattina alle 6, pieno di formiche minuscole e malridotto dalle sole tre o quattro ore di sonno di cui era possibile approfittare, su quel duro materasso di sabbia ed in uno spazio in cui potevo allungare le gambe solo se diagonalmente rispetto alla base del mio alloggio. Per non parlare del casino che fanno il mare, il vento e gli alberi. Al ristorante quella sera c'erano in sottofondo canzoni come "The Sound of Silence", "Stand by me" e "What a wonderful world", che in un posto come quello e con quell'atmosfera intorno, su un'isola semi-deserta e davanti ad una zuppa di riso, avrebbero trasformato in un inguaribile romantico anche il peggiore dei cinici. Intorno a me quattro o cinque falang hippy, sopravvissuti del '68, parevano essere appena usciti da un libro di Hemingway e brindavano con l'ennesima birra. Dopo cena è stata la volta del tavolo di legno, dove i ranger si riunivano per rilassarsi. Mi sono aggiunto anch'io, che non avevo molti altri programmi, e ho passato la serata tra birre, chitarra e sigarette - arrotolate da me in modo eccellente e dagli astanti con pessimi risultati - fino alle 22:30, poi tutti a letto. Il giorno dopo ero già in piedi alle 7, stanco e con le ossa dolenti, ma pimpante in vista della caccia al mokao. Colazione in tenda con pane e nutella e poi di corsa a vedere questo Chado Cliff, uno sperone di roccia a 500 m d'altezza da cui si gode una vista meravigliosa sul mare e sulla vicina Ko Lipe. Troppo esposto, secco e ripido per ospitare Nepenthes. In un'ora e mezza ero già tornato. Ho chiesto a Bao come raggiungere la cascata dei pirati e la cascata Rattanà. La prima non era un problema, dovevo solo seguire il tubo che dalla cima della cascata porta l'acqua (potabile) ad Adang e Ko Lipe. Per la Rattanà avevo invece bisogno di qualcuno che mi portasse fin là in barca, perché la cascata si trova su un lato dell'isola (un triangolo di due chilometri e mezzo per lato) che non è raggiungibile a piedi. Intanto ho cominciato con la cascata dei pirati. (...)

Il racconto continua su "Nepenthes della Thailandia", il nuovo libro di Marcello Catalano; info in sezione Bibilioteca

Foto di Marcello Catalano

Ultimo aggiornamento (Martedì 09 Marzo 2010 10:59)