
Pinguicula alpina
Famiglia: Lentibulariaceae
Pubblicazione: Linnaeus, 1753
Provenienza: Emisfero nord, in particolare su Alpi, Pirenei, Carpazi, Himalaya.

Foto: Giulio Pandeli
Nomi Comuni: Erba-unta bianca
Caratteristiche: Piccola pianta erbacea perenne, insettivora, la cui altezza di solito non supera i 5-10 cm. E' composta da una rosetta basale omofilla, carnosa, con foglie ellittico-lanceolate, spesso soffuse di una colorazione bronzeo-rossastra, appressate al suolo e particolarmente involute ai margini. La lamina superiore risulta ricoperta da numerose ghiandole peduncolate e sessili: le prime, aventi la funzione di immobilizzare gli insetti grazie alle loro proprietà adesive, le seconde, specializzate nella produzione di enzimi digestivi attraverso i quali assimilano i composti azotati derivanti dalle prede. Gli scapi (1-5) sono eretti, ricoperti di ghiandole stipitate (incluso il calice) e portanti ciascuno un singolo fiore bianco con sperone conico e tozzo, incurvato verso il basso. La corolla (1-2 cm), zigomorfa e pentamera, è composta da un labbro superiore bilobo e uno inferiore trilobo, a petali generalmente non sovrapposti: il lobo mediano del labbro inferiore risulta leggermente bilobato ed interessato da 1-3 macule giallo-arancioni molto variabili, che in alcuni casi tendono a fondersi insieme. Il frutto è una capsula ovoide e opaca contenente numerosi semi ellittici che vengono dispersi fra Giugno e Luglio. Durante la stagione fredda, P. alpina produce delle caratteristiche gemme di resistenza (ibernacoli) capaci di resistere a lungo all'azione del freddo e del gelo fino a primavera inoltrata. La ripresa vegetativa avviene nei mesi compresi fra Aprile e Giugno, ed è in genere seguita dalla fioritura dopo circa un mese.
Fioritura: Maggio ÷ Luglio
Habitat: in Italia si rinviene su tutto l'arco alpino e presso alcune risorgive della pianura friulana, da 0 fino a 2700 m di quota. Rispetto a P. vulgaris e P. leptoceras predilige una maggior deficienza idrica nel suolo, crescendo nei d'intorni dei torrenti, prati umidi e pietraie, più frequentemente su terreno calcareo che siliceo. L' esposizione può variare da parzialmente ombreggiata a soleggiata a seconda delle stazioni.
Osservazioni: P. alpina si distingue facilmente dalle specie congeneri grazie alla sue caratteristiche corolle bianche a macule giallastre. Le foglie sono sovente di colorazione bronzeo-rossastra (specie sulla pagina inferiore), mentre la nervatura mediana delle stesse risulta sprovvista di ghiandole mucillaginose. Altri caratteri che possono aiutare nell'identificazione sono la capsula ovoide e opaca, nettamente oblunga rispetto a quella di P. vulgaris, e l'ibernacolo fusiforme. E' inoltre l'unica specie che mantiene le radici durante il riposo invernale.

Foto: Giulio Pandeli

Foto: Giulio Pandeli

Foto: Giulio Pandeli

Foto: Giulio Pandeli - particolare dello sperone

Foto: Giulio Pandeli - Esemplare di colorazione bronzeo-rossastra su pietraia

Foto: Giulio Pandeli - rosette di colorazione rossastra

Foto: Diego Salvetti - particolare della nervatura mediana sprovvista di ghiandole mucillagginose.

Foto: Giulio Pandeli - Particolare delle capsule
Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Dicembre 2011 18:42)









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