Drosera burmanii
Famiglia: Droseraceae
Provenienza: India, Sri Lanka, Birmania, Thailandia, Cina sud-occidentale, Giappone, Corea, Taiwan, Malesia, Borneo, Sulawesi, Nuova Guinea, Giava e Australia (nella costa orientale fino a Sydney e nel Territorio del Nord)
Habitat: ambienti paludosi, sabbiosi e poveri di nutrienti, fino all'altitudine di circa 1500 mt. s.l.m.

Foto: Giuseppe Agosti
Drosera burmannii è la drosera perfetta per un principiante. E' certamente una delle drosere con le trappole più veloci (probabilmente seconda solo a D. glanduligera). Se c'è il movimento di una preda, i tentacoli esterni (quelli più lunghi), per primi, si chiuderanno in pochi secondi.
D. burmannii è una pianta annuale e autoimpollinante; significa che vanno raccolti i semi ogni anno e conservati per la semina dell'anno successivo. E' vero che si è riusciti, in terrario e tagliando i fiori, ad ingannare la pianta per un anno, ma al successivo, inesorabilmente essa muore, donandoci i suoi semi.
Note di coltivazione
Umidità: mantenere umida. Attenzione quando si hanno temperature alte, che il substrato non secchi ! Si può mantenere un sottovaso ma non esageratamente alto.
Temperature: preferisce temperature fresche, tra i 7 e i 23° C. D burmannii si restringerà molto se la si tiene oltre i 30°C.
Luce: D. burmanii preferisce avere più luce possibile; alcune forme assumono anche un colore rosso abbastanza acceso. Attenzione però alle ore centrali nella stagione estiva.
Dormienza: non è richiesta, in quanto si tratta di una drosera annuale.
Foto: Alberto Zinelli
Moltiplicazione
Da seme: molto semplice e non richiede alcun trattamento specifico.
Talea da radici e da foglia: è possibile ma non sembra il risultato è assicurato.
(Testo di G. Agosti)
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Ottobre 2010 07:34)






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