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Home Elenco specie Drosere

Drosera cistiflora

Famiglia: Droseraceae

Provenienza: Zona di Città del Capo, Sud Africa

Habitat: Fynbos (macchia ad arbusti simile a quella mediterranea)



Note di coltivazione

D. cistiflora proviene dal Sud Africa dove cresce attorno alla regione del Capo. Qui il clima è di tipo mediterraneo con inverni miti e piovosi (maggio-agosto, temperature minime medie sui 5° C) ed estati calde e secche (novembre-febbraio, medie massime sui 28 °C). Per sopravvivere a questa alternanza di stagioni, D. cistiflora vegeta in inverno e entra in riposo in estate perdendo la parte aerea e sopravvivendo grazie alle grosse radici carnose. Cresce nella zona dei Fynbos, una sorta di macchia ad arbusti simile a quella mediterranea.

Questa specie produce fusti alti fino a 40 cm e fiori molto grandi (che appaiono tra agosto e settembre su un’infiorescenza terminale) di vari colori: bianco, rosa, lilla, violetto, arancio, giallo crema, rosso . Quando spunta dal terreno in autunno forma una rosetta di foglie appiattite al suolo; dopo qualche tempo dalla rosetta comincia ad emergere un fusto alto tra i 10 e i 40 cm che porta foglie lineari o lanceolate. Cresce in pieno sole su suoli prevalentemente sabbiosi e drenanti.


 

Le tecniche utilizzate per la coltivazione delle drosere tuberose ben si adattano anche a questa specie. Nel periodo in cui vegeta (che da noi inizia intorno a metà ottobre e che si protrae fino a fine primavera), D. cistiflora ha bisogno di abbondante luce, temperature fresche tra i 5 e i 20 °C e forte umidità. Sopporta comunque senza problemi temperature prossime allo zero e anche brevi e lievi gelate. In autunno, inverno e primavera le piante vanno tenute con terreno sempre umido ma non zuppo, con poca acqua nel sottovaso. Verso fine primavera, quando la pianta inizia a rallentare la crescita e dà segno di voler entrare in riposo, si diminuiscono le annaffiature fino a sospenderle quasi completamente. In estate si posizionano i vasi all’ombra, si può dare un po’ d’acqua nebulizzando ogni 10-15 gg, anche se le piante adulte (che hanno quindi sviluppato grosse radici) possono essere anche lasciate completamente al secco. Intorno a fine settembre, quando le temperature iniziano a scendere, si inizia gradualmente a reidratare il terreno. Come substrato si utilizza torba e sabbia silicea, la percentuale di sabbia deve essere almeno 50% (alcuni coltivatori ne utilizzano fino al 90%)


Moltiplicazione

D.cistiflora si può riprodurre per seme, talea di foglia e talea di radice. La talea di foglia è molto semplice (funziona meglio con le foglie della rosetta basale). Per la germinazione dei semi si consiglia di trattarli col fumo. E’ autofertile ma non autoimpollinante, bisogna procedere quindi all’impollinazione manuale, tenendo però presente che quando sboccia, il fiore di D. cistiflora è solo femminile (e quindi non può essere prelevato il polline), dopo un paio di giorni diventa maschile (quindi a questo punto si può prelevare il polline, ma il pistillo potrebbe ormai essersi deteriorato). Teoricamente bisognerebbe quindi avere due fiori aperti contemporaneamente, uno nella fase maschile e uno in quella femminile, ma non ci sono grossi problemi, basta impollinare lo stesso fiore appena lo stame rilascia il polline, senza far passare troppi giorni.



(testi e fotografie di M. Saroldi)

Ultimo aggiornamento (Giovedì 07 Ottobre 2010 09:29)