 Un anno senza fiori
...17 e 18 Aprile. Sabato visita del Grifo che mi ha fatto compagnia tutto il giorno letteralmente tempestandomi di una tal marea di battute che stamane ho dovuto prendere un miorilassante per la mascella tanti erano i crampi dal ridere.
Peccato solo non aver avuto la macchina fotografica dietro per immortalarlo in Capo Topo. Che show. Grazie Grifo, sei un grandissimo - a presto!
Nel pomeriggio (e tutto oggi) ore di duri rinvasi, in compagnia delle solite "Ile" che stanno popolando la serra in questi giorni... in cerca di compagni con cui riprodursi ;-) oggi ce n'erano tre che zampettavano qua e la', a tratti era incredibile vederle appollaiate sui vasi a guardarmi mentre rinvasavo. Inizialmente pensavo fosse un caso, ma no, stanno proprio la' a fissarmi.
Si facessero avanti e mi dessero na mano non sarebbe male... ad esempio ripulendo le sarracenie dai soliti bruchi che in questa stagione fanno gran festa...
Ad ogni modo, ile a parte, lo stato dei rinvasi: sono a posto circa 2100 celle di semina (di cui la meta' circa sta germinando tumultuosamente), piu' circa 1500 esemplari tra sarracenie e dionee (di varie dimensioni). Restano da rinvasare 200 vasi, tutti di taglia media o grande... il che si traduce in diversi mesi di lavoro, ma diciamo che ormai siamo a piu' di meta' lavoro.
Ora resta da vedere se le sarracenie rinvasate si riprenderanno. Le dionee sono fantastiche, ma le sarracenie no, stanno soffrendo... e a questo si riferisce il titolo... in effetti le sarracenie sono cosi' deboli e le radici cosi' bruciate dal terreno velenoso in cui hanno passato l'inverno che la fioritura le stava letteralmente uccidendo. Per la prima volta in trent'anni di coltivazione ho quindi fatto l'impensabile... ho atteso l'imbrunire, quando non mi vedeva nessuno, sono entrato di soppiatto in serra, mi sono armato di cesoia e ho reciso tutti i fiori e i boccioli. Ne ho riempita una carriolata e li ho portati nel "rusco" di Severino, in mezzo a resti di porri e cavolfiori...
Un anno senza fiori, quindi, e di gran sacrifici. Forse proprio per questo un anno di grandissime promesse.
|
 Meno due settimane al sipario
Corsa contro il tempo con i rinvasi...Domenica 7 marzo - per i non addetti ai lavori significa che domani e' la festa della donna (auguri a tutte) - per noi a cui e' stata data linfa al posto dell'emoglobina nelle vene significa che ormai una manciata di giorni ci separano da quando si attacca con la grande festa della primavera.
Nelle settimane scorse ho dedicato, nei weekend, quando ho potuto, ogni ritaglietto di tempo a Capo Topo... vi fornisco il solito resoconto - iniziamo dalla situazione dionee...
Il computo definitivo delle dionee rinvasate si e' oramai stabilizzato intorno a 420 circa. Sono tutte in ottima forma come potete vedere e in piena ripresa vegetativa. Con mia enorme sorpresa di 420 piante rinvasate tra autunno e inverno, alcune in situazione penosissima, sapete quante ne sono morte? Zero. Zero su quattrocentoventi, dopo 3 mesi - questo dimostra in modo assolutamente ineccepibile che la dionea, una volta nel terreno giusto, e' assolutamente indistruttibile e che si riprende bene anche se e' allo stremo. La dionea basta rinvasarla.
Situazione semine... ad oggi siamo a circa 27 plateau di semina, ciascuno con 7x4 cellette - calcolando una media di 50 semi a celletta sono circa 38.000 piantine potenziali - tutte sarracenie. Le prime sono state seminate ancora un mesetto fa mentre le ultime sono state seminate la settimana scorsa. La temperatura in serra di notte arriva quasi sempre intorno allo 0, di giorno arriva anche a 35'C. I semi sono tutti sani e tranquilli - non ci sono alghe, muschi o muffe. I primi iniziano gia' a schiudere il tegumento del seme e si intravvede la radichetta pronta a scattare ai primi caldi... a maggio dovrebbe essere tutto un rigoglio di seedlings - vedremo - e speriamo abbiano miglior sorte dei loro predecessori.
La situazione sarracenie invece e' piu' drammatica. Come detto in precedenza tutte le semine del 2006, 2007 e 2008 sono andate - sono riuscito a salvare forse una trentina di seedlings su piu' di 100.000. Le piante giovani, di 4-5 anni, hanno reagito in qualche modo - ne sono morte "solo" circa il 50%. Quelle piu' grandi, da 6 anni in su, stanno meglio - grazie ai vasi grandi hanno tamponato meglio il problema acqua - ne sono morte circa il 25%. In queste settimane dopo aver dato una sfoltita a tutti gli ascidi secchi (vedi foto) sto terminando di rinvasare le piu' piccole, ne ho gia' fatti credo 400 vasetti.
A differenza delle dionee, tra le sarracenie anche dopo rinvaso la mortalita' e' circa del 20% - indice che esiste una patologia che le aggredisce quando sono indebolite e che le fa marcire anche dopo il rinvaso, a prescindere dal terreno.
In linea generale comunque tutte le sarracenie sono gia' largamente partite con la vegetazione - stanno formando nuove radici e alcune hanno gia' le gemme dischiuse e i bocci in formazione. Nel frattempo iniziano a vedersi i primi bruchi e i primi nugoletti di sciaridi (la peste delle serre). Anche la botrite sta facendo gran festa sui vasi vecchi... su quelli nuovi e' molto piu' limitata.
Insomma la stagione e' alle porte - amici e nemici iniziano a prepararsi - io corro ai ripari come posso - intanto il calendario segna meno due settimane al sipario... dita incrociate...
|
 Ventun febbraio duemiladieci
 Che macchina strana la memoria, specialmente quando e' legata ad affetti ed emozioni. Pensa, sono stato quasi un mese in terranova e in canada, nella regione dei grandi laghi, a cercare purpuree, ma ancora il primo ricordo e' il sapore del primo salmone alla griglia mangiato in un ristorantino sulla strada, appena sbarcato dall'aereo e noleggiata l'auto... quel profumo e quel sapore indescrivibili e' come mi riportassero in un istante immerso nelle paludi di sarracenie, congelato sulle distese di ghiacciai sulle montagne rocciose, fibrillante sulle marshland dei grandi laghi costellate di drosera linearis. E cosi' e' per la mia grande avventura con le piante carnivore, dove ho un ricordo preciso, diretto, il chiodo fisso a cui tutto il resto s'aggancia in una cascata di immagini e colori - e' il giorno in cui sono entrato nella tua serra, amico mio. Il giorno in cui l'immagine di mille ascidi all'entrata di quel tunnel mi ha colpito quasi con una violenza fisica; il giorno in cui ho conosciuto alcune delle persone che mi stanno accompagnando in tutta la mia vita; il giorno in cui ho incontrato te, cipiglioso e austero, voce sommessa, cuore sornione e sensibile. Quel giorno, l'immagine tua, silenziosa e attenta sull'uscio della serra, il contrasto stridente con il chiasso che faceva il deficiente di Andrea abbracciato a una gigantesca flava - a sua volta divenuta immagine, questa, trainante del mio rapporto con lui - dicevo tutto questo E' la mia passione per le piante carnivore; tutto questo SONO io. Pensa che per me, per noi, sei talmente simbolo che nessuno mai si cura di nominare il tuo cognome, credo molti nemmeno lo conoscano - perche' il tuo nome stesso e', in tutta Italia, come quello della tua dolcissima Lilli, il simbolo di una grande passione, una grande ospitalita', una grande umanita'. Francamente oggi credo non serva nemmeno piu' il tuo nome. Sei tu. Punto. Chiunque stia leggendo queste mie poche righe sa benissimo chi sei anche senza scomodare il tuo nome. Riservato e amabilmente musone come sei so che lo apprezzi ;-) Cavolo come ridacchiavi sotto gli occhiali "affumicati" alle domande idiote di noi sbarbatelli - ci affollavamo intorno a te come fanno ciangottosi i pulcini intorno alla chioccia e allora, come oggi, sei stato il primo ad avventurarti con queste piante assurde, il primo a battere il terreno, e ci raccontavi come fare, cosa fare... Ti guardavo e mi veniva in mente il Virgilio di Dante come me lo stavano insegnando al liceo... stesso cipiglio, stessa voce, stesso modo silenzioso, austero e concreto di parlare, di consigliare, di guidare. Oggi hai deciso di iniziare questa nuova avventura, e, come in passato, di nuovo lo fai da solo e prima di me, prima di tutti noi. Silenzioso e "per i fatti tuoi". Perche' cosi' hai deciso. Di nuovo, come quando nessuno di noi sapeva come cavolo coltivare una dionea, nessuno sa cosa come fare e cosa affronterai. Io sono tranquillo, so bene che quando ci incontreremo sarai di nuovo quello "che sa"... Mi aspetterai, ci aspetterai tutti, la' silenzioso con la sigaretta mezza consumata, per insegnarci, di nuovo, cosa ci aspetta, per dirci cosa fare. E mi sentiro' di nuovo pulcino sotto la mia chioccia. Che bello. Ci conto. Fai buon viaggio.
|
 Ricomincio dall'ABC
 Come credo centinaia di altri, spesso mi perdo a leggere il blog di Andrea... foto, piante e specialmente una coltivatrice eccezionale (perche' sappiamo bene che in realta' e' tutto merito di Giulia ;-)... la verita' e' che la storia del Pigliamosche e del Prugnoso e' stata sempre intrecciata in un divertente chiaroscuro e contrasto di emozioni, di tecniche e di idee, e in questi giorni, per assurdo che sembri, lo e' piu' del solito.
Quando arrivo a Capo Topo e sento le mani rattrappirsi nella torba gelida, il calore che emanano le foto di Andrea mi e' di non poco aiuto...
Oggi a Capo Topo fa un freddo cagnaun, Severino fuori guarda il cielo azzurrissimo e conclude, annusando l'aria "El sol sta cusinando ea neve!" (che in idioma locale significa "Il sole sta cucinando la neve" = nonostante sembri sereno e terso, nei prossimi giorni arrivera' senz'altro neve). Vedremo. Ride, mi allunga due Pan di Zucchero appena raccolti nei campi e prende la via di casa cantando.
Io entro - dentro e' scuro e su uno dei ripiani delle semine che sto sgomberando (e buttando) mi accorgo tra migliaia di seedlings morti che una capensis svetta spensierata fregandosene dei -9'C di qualche giorno fa... tecnicamente quindi, c'e' voglia di rivincita qui dentro, eccome.
Rinvaso la temeraria capensis e mi dirigo verso il fondo della serra dove sto lavorando alla ricostruzione di Capo Topo partendo, com'e' giusto, dall'ABC.
L'ABC di ogni coltivatore di carnivore e', lo sappiamo, la dionea, ed e' quindi sulle dionee che mi sono concentrato nei miei primi rinvasi. Con oggi ho terminato di rinvasare le dionee e posso tirare qualche somma. Sono 412 le piccole che ho recuperato, di circa una collezione di un migliaio di pezzi.
Delle piccole recuperate per fortuna molte sono seedlings miei ibridi red, sawtooth ed altro fatti negli anni scorsi. Quasi tutti esemplari unici, da seme. Molte linee sono andate perse ma molte di piu' sono quelle che sono riuscito a conservare almeno in un esemplare.
La cosa che in questi giorni mi colpisce e sorprende di piu' e' l'energia con cui queste piantine, che reputavo ormai spacciate, stanno reagendo. I rinvasi sono andati avanti da Ottobre in poi e le prime dionee rinvasate, nonostante non sia esattamente la migliore delle stagioni, hanno voluto salutare il tanto agognato rinvaso con trappoloni degni delle miglior primavere, a Dicembre! E, si, scattano! A 3'C (tanti ce ne sono mentre faccio queste foto).
Pensare che tutte le dionee rinvasate erano, al momento del rinvaso, totalmente senza trappole, verde biancastro e con il rizoma ormai in putrefazione in tutte... mi aspettavo di vedere "qualche" segno di vita, forse, ad Aprile. E invece eccotela la' - la dionea, c'e' poco da dire, quando il terreno e' quello giusto, e' una pianta che davvero si riprende ad una velocita' incredibile.
Purtroppo ho iniziato oggi a dare una prima occhiata alle Sarracenie e credo che non avro' altrettanta fortuna... delle decine di migliaia di esemplari credo saro' fortunato se riusciro' a far risorgere uno o due migliaia di piante e forse il 20% delle linee di sangue.
Non importa - intanto le dionee, l'ABC, sono a posto... e il resto si vedra'.
Al prossimo aggiornamento e, nel frattempo, con un certo ritardo, Buon Natale e un radioso 2010 a tutti voi!
|
 Veleno

Un'immagine brutta, mossa, presa a caso con il cellulare... ascidi spezzati e tessuti sbriciolati, come brandelli di vele naufraghe - questo e' Capo Topo oggi.
Veleno... questo e' quello che sta succedendo.
Le mie piccole bevono troppo... ormai piu' di una tonnellata d'acqua al giorno (esatto) - tanto e' l'amore che chiedono. Io e le piccole ci siamo fidati anche quest'anno del cielo azzurro, immutabile e perfetto - ma il cielo e' tanto perfetto quanto illusorio, sterile e vuoto - le piccole nuvolette passeggere, quelle si' dispensatrici di vita, hanno tentato, fatto, brigato, ma non ce l'hanno fatta, di fronte a tanta sete.
E cosi' ho, per sei mesi, dovuto scegliere il male minore e nutrirle di acqua di pozzo - un'acqua che, come ho tristemente scoperto, non e' solo sporca, ricchissima di calcare e solfuri di ferro - ma anche di fertilizzanti che gli agricoltori qua intorno distribuiscono a intere camionate. Talmente ricca di sabbia da intasare due impianti ad osmosi dopo soli 100 litri d'acqua prodotta.
La collezione come sta? tutte le semine e le piccole di uno e due anni, tutti gli incroci di dionea e le semine di drosere rare, tutte passate a miglior vita. Le madri sono intaccate nei rizomi e stanno inverdendo e filando, ma tengono duro.
Spesso gli appassionati mi chiedono quanto ci mette l'acqua di rubinetto a far marcire tutto - la risposta e' dolorosamente semplice: sei mesi.
L'acqua di rubinetto e' un veleno lento, uccide dolcemente. Quella delle nuvolette passeggere, quella e' acqua buona...
Ad ogni modo, tutto cio' che non uccide fortifica, dicono, quindi appena arriva l'autunno, lui si ricco di dolci carezzevoli nuvolette, si rinvasa tutto e quest'inverno troveremo una soluzione per l'acqua. In queste due settimane ho gia' iniziato i rinvasi delle dionee - a occhio dovrei riuscire a salvarne quattro o cinquecento esemplari.
E poi le sarracenie... a migliaia...
|
|
Search
| < 29 July 2010 > |
| Mon | Tue | Wed | Thu | Fri | Sat | Sun | | | | 1 | 2 | 3 | 4 | | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | | |