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Sarracenia rubra

Famiglia: Sarraceniaceae

Provenienza: Alabama, Florida, Georgia, Mississippi, Sud Carolina e Virginia (US)

Habitat: Prati erbosi


Tra le Sarracenia, è la specie più controversa. Persino il nome comune di questa pianta è una fonte di discussione. Alcuni pensano che il nome di "Sweet pitcher plant" indichi il buon odore che emanano i suoi fiori rossi. Altri pensano che la S maiuscola indichi "pianta carnivora di Sweet". Tuttavia il nome, "rubra" è sicuramente legato al latino, e significa "rosso". 

Tra le varie diatribe, quella della suddivisione in sottospecie. Basti pensare, ad esempio che secondo qualcuno alabamensis e jonesii dovrebbero essere considerate una sola sottospecie ! Qualcunaltro sostiene che la wherryi assomigli molto alla alabamensis ...
Il periodo di massima vegetatività di S. rubra è nella tarda estate e autunno.


Esistono 5 sottospecie riconosciute di S. rubra:


S. rubra ssp. rubra

Pianta che rimane abbastanza piccola (26-45 cm di altezza); l'ala è pronunciata e l'opercolo lungo e stretto. I fiori di questa pianta, come tutti quelli della Sarracenia rubra, sono piccoli, rosso brillante, e dal dolce profumo di lampone. La parte inferiore dei petali sono di solito verde o marrone con una striscia rossa centrale, anche se il lato inferiore di alcuni fiori rimane completamente rosso.

S. rubra ssp. rubra - Foto: Giuseppe Agosti


S. rubra ssp. rubra "ancestral form" - Foto: Giuseppe Agosti


S. rubra ssp. jonesii

S. rubra ssp. jonesii vive in paludi di montagna, soprattutto nella Carolina del Nord. I suoi ascidi tendono ad essere alti circa 40/60 cm, larghezza bocca di 3/4 cm. Sua caratteristica è anche quella di avere un opercolo molto lungo e un rigonfiamento sotto il labbro frontale.
È segnalata dal CITES come come specie in pericolo di estinzione. E' giusto sapere che molte delle forme rare che abbiamo oggi in coltivazione sono la progenie frutto di piante a suo tempo rubate in natura in modo del tutto sconsiderato e irresponsabile (cosa del resto comune anche per molte altre piante carnivore, non solo tra le Sarracenia).

Foto: Giuseppe Agosti


S. rubra ssp. gulfensis

Il nome deriva dal fatto che questa S. rubra cresce sulla costa, nel golfo della Florida. Gli ascidi sono in media molto più grandi (43-61 cm di altezza). Alcuni sono per lo più verdi con strisce rosse, mentre altri sono rosso un po' dappertutto. L'ascidio ha spesso una bombatura nella parte superiore. Varianti antocianin-free, ossia verdi senza il pigmento del rosso, sono state trovate nella contea di Santa Rosa County (Florida).

Foto: Giuseppe Agosti


S. rubra ssp. gulfensis, forma heterophylla (senza il pigmento del rosso) - Foto: Giuseppe Agosti


S. rubra ssp. alabamensis

Descrizione:


S. rubra ssp. alabamensis "red" - Foto: Giuseppe Agosti


S. rubra ssp. wherryi

S. rubra ssp. wherryi si trova nella pianura costiera nel sud-ovest dell'Alabama. Nel carattere è intermedia tra S. rubra ssp. rubra e S. rubra ssp. alabamensis. Mostra degli ascidi un po' più robusti e poche venature.

S. rubra ssp. wherryi "Chatom giant" - Foto: Giuseppe Agosti



    Note di coltivazione

    Contenitori: Più ampi possibile. Le sarracenie sono piante che non apprezzano i  rinvasi, e che occuperanno, negli anni, tutto lo spazio disponibile. Da preferire quindi vasi in plastica larghi e profondi, posti su sottovasi alti e capaci di tenere un livello dell’acqua di almeno 4-5 centimetri. Ottimi gli idrovasi in grado di tenere un livello d’acqua superiore. Eccellenti le vasche per idrocoltura semi-emerse.

    Terriccio: Per la coltivazione delle sarracenie si utilizza generalmente un composto di torba di sfagno e sabbia di quarzo in proporzione 1:1. Alla sabbia di quarzo molti preferiscono la perlite, che alleggerisce il terreno e ne aumenta l’aereazione. I coltivatori più esperti sono soliti mescolare al terreno una minima quantità di minerali non calcarei per integrare l’apporto di elementi necessari alle sarracenie. Un pugno di vermiculite ogni 10 litri di composto sarà sufficiente.

    Acqua: Usare solo acqua piovana, demineralizzata o distillata. Lasciare le piante esposte alla pioggia, se possibile.

    Luce: Il fattore più limitante, di gran lunga, è la luce. Le sarracenie prediligono illuminazione forte, in sole diretto, per tutto il giorno. Nel nostro clima, però, i mesi estivi sono troppo caldi e le radici tendono a soffrire, bloccando la crescita. Le sarracenie si chiudono in una specie di riposo estivo. In questo caso si consiglia una leggera ombreggiatura tra giugno e fine agosto. Sconsigliato coltivare queste piante in casa o in un ambiente a bassa illuminazione.

    Temperatura: Le piante resistono bene a temperature tra -10 e 40 °C. Le radici, nella stagione calda, dovrebbero essere tenute più fresche, intorno ai 20° C. E’ necessario un periodo di riposo, per tutte le sarracenie, di almeno 3 mesi a temperatura intorno a 0-10 °C e con terreno umido ma non bagnato.

    Ambiente: Preferiscono umidità dell’aria molto elevata, si consigliano sottovasi contenenti acqua demineralizzata molto più grandi del vaso in cui stanno le piante.

    Rinvaso: Non tollerano molto bene il rinvaso, anche se il deperimento del substrato lo rende necessario ad anni alterni. Va effettuato in febbraio, con l'accortezza di conservare il vecchio pane di terra, cercando di aprire il più possibile le radici senza però romperle, e posizionando il rizoma decentrato, tenendo l’apice vegetativo il più lontano possibile dal bordo del vaso.


    Propagazione per divisione

    Uno dei metodi più diffusi di propagazione è per divisione del rizoma, che è buona norma fare in fase di rinvaso (nel periodo che va da febbraio a aprile); questo perchè la pianta è ancora in dormienza, ma si sta per riprendere, pronta ad iniziare il ciclo vegetativo annuale.


    Scheda di germinazione semi

    Fiore di S. rubra ssp. alabamensis - Foto: Giuseppe Agosti


    Scheda di germinazione semi

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    Fiore di S. rubra ssp. wherryi - Foto: Giuseppe Agosti

    Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Marzo 2017 17:34)