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Pinguicula vulgaris subsp. vestina


Famiglia: Lentibulariaceae

Pubblicazione: F. Conti & Peruzzi, 2006

Provenienza: endemica del Gran Sasso e dell'Altopiano delle Rocche, Abruzzo.




Foto: Emilio Paoletti


Caratteristiche: Piccola pianta erbacea perenne, insettivora, la cui altezza di solito non supera 6-12  cm. E' composta da una rosetta basale omofilla di 5-10 cm, carnosa, con foglie ovato-ellittiche, talvolta lanceolate, appressate al suolo e più o meno involute ai margini. La lamina superiore risulta ricoperta da numerose ghiandole peduncolate e sessili: le prime, aventi la funzione di immobilizzare gli insetti grazie alle loro proprietà adesive, le seconde, specializzate nella produzione di enzimi digestivi attraverso i quali assimilano i composti azotati derivanti dalle prede. Gli scapi (1-3) sono eretti, ricoperti di ghiandole stipitate (incluso il calice) e portanti ciascuno un piccolo fiore con sperone cilindrico,  leggermente incurvato verso il basso. La corolla (8-1,2 mm), zigomorfa e pentamera, è composta da un labbro superiore viola pallido e uno inferiore bianco-rosato, a petali non sovrapposti: sul lobo mediano inferiore è inoltre presente una chiazza giallastra. Il frutto è una capsula ovoide contenente numerosi semi ellittici che vengono dispersi nel mese di Luglio. Durante la stagione fredda, P. vulgaris subsp. vestina produce delle caratteristiche gemme di resistenza (ibernacoli) capaci di resistere a lungo all'azione del freddo e del gelo fino a primavera inoltrata.  La ripresa vegetativa avviene nel mese di Maggio, ed è in genere seguita dalla fioritura dopo circa un mese.



Habitat:  bordi dei torrenti e  prati umidi calcarei.

Fioritura: Giugno ÷ Luglio


Osservazioni: oltre alla differente colorazione della corolla rispetto alla sottospecie nominale, è distinguibile in base alle diverse dimensioni delle parti che compongono il fiore: lobi del labbro superiore più larghi che lunghi (anzichè più lunghi che larghi) e minor lunghezza del lobo centrale inferiore.  Differisce inoltre da P. vulgaris subsp. ernica,  per avere una corolla molto più grande e chiusa (angolo di circa 30-80° tra labbro il inferiore e quello superiore) e dei semi di forma ellittica.







Foto: Giulio Pandeli - Particolare della corolla


Foto: Emilio Paoletti - particolare della capsula


Ultimo aggiornamento (Mercoledì 28 Dicembre 2011 00:01)