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XII° Meeting AIPC 2009: dietro le quinte


E anche quest'anno è andata.


Il meeting nazionale AIPC 2009 si è ormai concluso da un pezzo, aleggiano ancora i bei ricordi di facce riviste e amicizie nate tra una pianta e un caffè al bar e tutti cerchiamo di stampare nella memoria i momenti più belli, in attesa della prossima occasione d'incontro.


Niente di meglio allora che leggere un ''dietro le quinte'' vissuto da chi tanto si è dato da fare per organizzare tutto, un modo per vivere insieme questo meeting e questa associazione entrando nel vivo della festa.




Venerdì mattina, ore 8 e 30: inizia l'allestimento.
Un bilico scarica con la gru quattro grandi casse di ferro sul lastricato del piazzale davanti alle serre: contengono decine di tavoli e panche da portare in giro, mentre una squadra di operai monta i primi gazebo che un furgone sta scaricando nei punti indicati dal ''comandante dei lavori'' Graziella, ormai per tutti Grace, che corre qua e là con in mano le piantine di ogni area da allestire.

Allestimento
Pochi volontari si fanno vedere: Edoardo, sempre puntuale e presente, anche e soprattutto quando si tratta di lavorare, così come Massimo, che per potersi godere il resto del meeting in pace, curando 'solo' le apparecchiature di sala conferenze, è costretto a darsi da fare un po' prima, per non rischiare le accuse da 'imboscato'.
Qualche altro silenzioso amico di AIPC si aggrega per aiutare quando ci son solo lavori e poca festa, e si arriva presto all'ora di pranzo. Per rifiatare un poco, vista la calura, si va a mangiare un panino a casa della Presidente.
In effetti parte male questo meeting: il venerdì fa un caldo esagerato e la notte son previsti temporali forti. Speriamo bene.

TavoliTra un panino e una birra, manco il tempo di rilassarsi un minuto e già arriva la telefonata di Bruna, che in villa sta facendo la 'vedetta' e non si lascia certo impaurire dal lavoro da fare o da Rogier van Loenen che già sta chiedendo, alle due di un assolato pomeriggio, dove può mettere le sue piante.

Di corsa dunque si caricano le macchine di piante e di libri, di torba e di terrari e si corre a riprendere il lavoro. Disponiamo i tavoli nell'area mercato o nei gazebo dell'area servizi, portando panchine in giro, allestendo la sala mostra, così come l'angolo del concorso fotografico e la sala dell'olimpiade. Tovaglie arancio iniziano a fluttuare qua e là, tra dubbi e richieste: “Questa è corta e questa mi avanza”, “Hei laggiù, avete una forbice per favore?”'

Foto ConcorsoArrivano intanto altri volenterosi aiutanti: Marcello che inizia a ripulire terrari, Luca pronto a dare una mano dovunque, Melly e Sal che portano altre tovaglie, e subito corrono qua e là instancabili a completare e ritoccare, Fabio dV non si fa pregare per dare una mano o tradurre agli ultimi arrivati, Stephan e Simone di Plantev, che si è pensato di non riempire l'area mercato per la notte, per paura che i temporali possano far danni, perciò si ripara tutto nelle serre e domattina si provvederà a disporre velocemente sui tavoli, con l'aiuto di tutti i volontari che ci saranno senz'altro.

Intanto Graziano inizia a far la spola tra l'aeroporto e la villa, portando il primo ospite, Alastair Robinson, che passa in albergo per le valigie ma non ha voglia di star da solo e viene a dare una mano anche lui, timidamente, perchè ancora non conosce nessuno e si sente un estraneo, ma non sarà per molto.

TillandsieArrivano Carlo Ivano e Gabriella, con le loro splendide tsillandie, e arriva anche il mitico Gert Hogenstriid, con un furgoncino blu pieno di piante fino all'impossibile, che chiede, tanto per cambiare ''Più tavoli, più posto, più spazio....'' ed è difficile convincerlo che per stasera si sta già per chiudere, e si farà domattina quel che non si può fare oggi: “forza, si deve uscire, domani...domani...”

Arrivano anche gli ultimi ragazzi, da Roma o da Milano, si spostano gli ultimi tavoli in giro, si comincia a chiudere, si legano bene i gazebo, chiudendo con lacci e cinghie e fissando tutto per la notte.

E ci si dà appuntamento alla solita pizzeria, quella che ormai conoscono tutti e non serve più indicare, così man mano che arriva la gente si riempiono i tavoli.

Intanto si va a prendere Stewart all'aeroporto, mentre si intrattengono altri a casa di Grace, tra una birra e un computer per mostrare le proprie piante a casa, lassù in Olanda o nelle serre di Mike. Arrivano anche gli ultimi, Andrea e Ileana, la segreteria al gran completo, e Pietro e poi McPherson, tutti a salutarsi e a creare insieme un'aria di festa come poche volte capita, in una babele di lingue e di pacche sulle spalle.

Ma è già l'ora di andare a mangiare, così si rivedono anche gli altri che stanno giungendo da ogni dove, e infatti si occupa un tavolo, ma poi diventano due, quando trovano posto Federico e Carlo, e poi Cristian, e Alessio e ancora Emanuele e poi Giupe, ma non basta: arriva Andreas Fleishmann e poi Lucilla e Simone, infine Fabio d'Alessi con Mike King....e anche le prime gocce di pioggia, presagio di una notte un po' movimentata.

Ci si lascia dunque per andare a riposare, guardando il cielo e tirando fuori i maglioncini.


Sabato mattina, ore 8.30
Comincia male: i cancelli della villa sono chiusi, un equivoco tra le ragazze che hanno le chiavi e non si capisce più chi doveva aprire.
Tra una telefonata e una imprecazione, con un venticello fresco e qualche goccia di pioggia, si inizia ad intasare la strada davanti alla villa, e si sentono le stesse domande in tutte le cadenze italiane:''Ao' che s'à da fà? Sfonnamo er cancello?'' ''Ma chi è il bischero che deve aprire 'odesto 'ancello?'' , ''Ma pirla...ma guarda dove metti la macchina'' ''Hi Grace: why not open the doors?''...

Finalmente riusciamo a contattare una terza assistente che arriva trafelata con le chiavi e si riesce ad entrare: uno sciame di persone si sperde nei mille punti da riempire e allestire e in una sola ora, miracolosamente, tutto prende vita.

I ragazzi toscani allestiscono una spettacolare area mostra, mentre composizioni e piante uniche salgono le scale per l'olimpiade sotto una sapiente direzione piemontese; dall'Emilia un furgone di piante, uniche e inconfondibili, riempiono le serre, pronte a raccogliere il solito coro di complimenti, insieme a quelle di un Padovano ben conosciuto dai coltivatori italiani. Anche il Veneto si affaccia al cancello, con discrezione riempie di eccellenze gli angoli più impensabili, mentre si aggiungono magnifiche composizioni lombarde o laziali e...insomma: in tutta la sua bellezza si palesa il meglio dei coltivatori Italiani, il bello di essere AIPC!!



A mezzogiorno il sole si affaccia e la festa incomincia, i ragazzi dei servizi AIPC, semi, piante, libri o materiali, segreteria e informazioni, sono tutti al lavoro, impegnatissimi ma pieni d'entusiasmo, come tante operose vespe vestite d'arancio.

Presto arriva l'ora della prima conferenza, dove un bravissimo Alastair Robinson in un Italiano davvero notevole ci racconta le bellezze dell'isola di Palawan, con le sue spettacolari nepenthes: un lavoro da conservare e rivedere con calma per non perdere qualcuno dei tanti particolari raccontati.

Più tardi Andreas Fleishmann diletta gli appassionati di drosere con il suo lavoro sulle piante del sud-africa, con qualche cenno a roridula o utricularie, e quando gli sembra di essersi dilungato troppo e chiede se il pubblico è stanco, resta piacevolmente stupito dalla risposta corale: “avanti, avanti, non siamo mai sazi di tanta bellezza!!”
chi sarà mai...
Nel frattempo la sala che ospita i concorsi, fotografico e olimpiade, viene visitata da un sacco di gente e le urne dei voti iniziano a riempirsi, anche se è davvero difficile decidersi davanti ai pannelli dove venticinque splendide foto gareggiano l'una con l'altra, in un tripudio di colori e di riflessi, mentre le piante in olimpiade si pavoneggiano tra i complimenti entusiasti di amatori e appassionati, ma anche di un pubblico curioso che mai aveva visto simili tesori della natura.

VisitatoriNell'area mercato, intanto, è un continuo fervore di compere e di consigli, di chiacchiere e di scambi, tra un appassionante gioco all'acquisto più importante o al dono più caro. Gert si rilassa un poco grazie al lavoro dello splendido Aga che lo aiuta ogni momento, mentre l'area hobbysti ferve ben più di scambi che di acquisti, in uno spirito di festa che sempre contraddistingue questi meeting.

La sera arriva ben presto, si chiude tutto nuovamente dandosi appuntamento per cena, e, senza soluzione di continuità, si accompagna qualcuno e si saluta qualcun altro e, in un attimo, ci si ritrova già seduti al solito posto, per una pizza rilassante, dato che ormai siamo in ballo e ci si può finalmente godere gli amici.

E non manca il tempo anche per una seduta straordinaria del Direttivo al gran completo, fin quando,  guardando l'orologio, si decide che è ora di tornare ai propri letti, già che il mattino dopo si riparte di buon'ora.

Domenica, ore 9.00
Si ricomincia, ma oggi, sarà il sole che brilla, sarà che tutto è' sistemato, ma l'aria è più tranquilla e rilassante, e si trova il tempo di un saluto e due chiacchiere, mentre riaprono i gazebo e la caffetteria riprende alla grande.

assembleaAlle 11.00 l'Assemblea Soci vede una platea monocromatica: un arancio diffuso e solare che dà proprio l'idea di gruppo di amici e di appassionati.
E la prima bella notizia, con cui si apre l'assemblea, è l'inserimento di due  nuovi consiglieri nel Direttivo, a completare la squadra di lavoro chiamata dai soci a prendere decisioni per tutti e a dare una impronta ai lavori di AIPC. Un bell'applauso è il migliore dei benvenuti.

Mentre si allunga la lista degli argomenti descritti o comunicati ai soci, fuori al sole il pubblico affolla l'area mercato e le mostre, godendosi una manifestazione, come sempre, preparata nei minimi particolari.

Dopo quasi un'ora, la Presidente dà finalmente spazio ai soci che hanno realizzato il progetto Cerbaie, insieme al Dott. Bernardini di Ecocerbaie si prosegue per un altra mezz'ora a raccontare con entusiasmo, sia dei relatori che di chi li ascolta, quanto si sta facendo, letteralmente sul campo, in Toscana.

Finalmente l'assemblea si chiude e si va a riempire i tavoli dell'area ristoro, dove i ragazzi del pub che hanno allestito il servizio stavano chiedendosi dove fossero finiti tutti!!asta
Senza grosse code o disagi, tutti riescono a mangiare un boccone e a sedersi mezz'ora, assaggiando qualche wurstel di Norimberga e una birra fresca, e molti non resistono alla tentazione di dare un assaggino anche ai famosi pavoni bianchi della villa, che gradiscono e ringraziano offrendo la vista, sempre splendida, di ruote di pizzo bianco come di rado capita di vedere.

Si riparte dunque per uno dei momenti più attesi dei nostri meeting: l'asta carnivora, dove un imbonitore d'eccellenza come Andrea Amici intrattiene un folto pubblico tra un aneddoto, un gioco e una battuta. La generosità dei presenti non tarda ad uscire, vuoi per dare una mano all'associazione che ha organizzato il tutto, vuoi per la difficoltà a trattenersi dal partecipare ad un crescendo di offerte e rilanci.
Per dare un'idea della particolarità di questo momento, basti pensare che Stewart McPherson ha lasciato i suoi libri al primo volontario che ha trovato e si è seduto in seconda fila a godersi lo spettacolo, anche se non afferra tutto, dice “... ne vale comunque la pena!!”

Dopo più di un'ora di questa “festa”, quando finalmente la gente esce dall'auditorium a prendere un po' d'aria, è difficile riprendere il filo e rientrare per seguire la terza conferenza, ma l'argomento è interessante e stuzzicante e in molti tornano sui propri passi per ascoltare Carlo de Lauretis e Federico Dicarlo che descrivono la riproduzione in vitro delle piante carnivore.

Nel frattempo i volontari che avevano seguito i lavori dei concorsi, Simone e Lucilla per il concorso fotografico e Marco e Roberto per l'Olimpiade, aprono le urne e contano i voti.
Altro problema si pone, inaspettato...o forse no!
In ambedue i concorsi tutte le giurie hanno votato allo stesso modo e il primo posto di ciascuna categoria andrebbe a una sola foto per l'uno come a una stessa pianta per l'altro.
La Presidente viene chiamata a trovare una soluzione, e naturalmente si decide, una volta contattati i vincitori, di dare il secondo ed il terzo premio alle seconde classificate tra i voti dei soci e del  pubblico.
concorso
I risultati del voto si possono vedere nelle pagine apposite, ma è indubbio rilevare che anche quest'anno ci sono state piante e composizioni davvero eccezionali, così come foto sicuramente meritevoli di menzione, un ennesimo successo delle nostre manifestazioni che va crescendo ogni anno.

Si procede dunque alle premiazioni, ed è sempre bello vedere la sorpresa sul volto di qualche vincitore, indifferentemente dal premio vinto o dai complimenti ricevuti.

E' ora di cominciare a sbaraccare, soprattutto per chi sta più lontano e preme per ritirare le proprie piante e caricare la macchina: cominciano i saluti e le strette di mano, per molti è già finita la festa e ci si deve mettere per strada.
Ma sono quasi sempre gli stessi anchmostrae quelli che restano a smontare tutto, con l'aggiunta di qualche veneto che può permettersi di ritardare la partenza.
Si staccano i cartelli, si ripiegano le tovaglie, si smantellano i terrari, e in fondo ci si accorge che disfare tutto è molto più veloce che montare, tanto che alla fine si deve stare ad aspettare che il solito furgoncino blu di Gert si tolga dal cancello per lasciarci uscire tutti.

Mentre si salutano gli ultimi toscani che se ne vanno, arriva un trafelato Fleishmann che era andato in gita a Venezia con la fidanzata, ma vuol sapere quale foto è stata premiata e quale pianta ha vinto l'olimpiade, ed è una vera espressione di gioia quella che gli scappa quando viene a sapere che hanno vinto quelli che lui stesso aveva votato!!

Si riparte dunque in carovana per andare a vuotare le macchine a casa di Graziella e Graziano, dove si provvede a sistemare alla meglio parecchi scatoloni e paccottiglie. Una bibita per rinfrescarsi, qualche minuto per tirar su i sacchi a pelo e smontare i letti “di servizio”, e poi di nuovo a cena insieme, per finire la festa e tirare le somme del bellissimo week end, con Fleishmann e McPherson che si uniscono di nuovo alla combriccola, perchè ormai si sentono parte del gruppo, e non mancano di dirlo ancora una volta: i nostri meeting sono speciali anche e soprattutto per quella splendida convivialità che ci distingue e mette a proprio agio anche l'ultimo arrivato.
Infine i saluti anche agli ultimi, chi parte per Brescia e chi per Varese, chi dovrà arrivare fino  a  Catania e chi a Cremona, se ne tornano a casa anche gli ultimi veneti e, con un caloroso “See you next year!!” anche Andreas e Stewart si ritirano in albergo.

La mattina dopo la villa è silenziosa, rimbombano, quasi, i tubi dei gazebo che finiscono a terra, mentre le scope dell'impresa di pulizie spazzano gli ultimi ascidi. Il sole si affaccia a riscaldare di nuovo il terrazzo vuoto e i pavoni si riappropriano di casa loro, con un rauco saluto a questa rumorosa, caciarona, allegra, entusiasta e generosa combriccola.
Alla prossima dunque, in altro luogo, in altra regione, forse in altra stagione, ma sicuramente per un incontro altrettanto bello e festoso, come sempre AIPC sa creare.


Fotografie di Pietro Grassi: photo gallery

Ultimo aggiornamento (Martedì 21 Aprile 2015 23:07)