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Finalmente l'attesa è finita!
Questo è stato uno degli inverni più lunghi e difficili per le nostre amate, e a dire il vero anche per noi: pioggia, neve e freddo parevano non finire più! Per fortuna la primavera è alle porte e l'allungarsi delle giornate è il preludio dell'esplosione di vita che su balconi, giardini e terrazze, le nostre piante si apprestano a vivere.
E quale modo migliore di ricaricare il proprio entusiasmo carnivoro (se mai fosse esaurito) con un incontro informale 'aipcioso'?

Foto in natura di Drosera cistiflora (a sinistra) e Drosera alba (a destra) (F. Rivadavia)

Beh le attese e la voglia di rivedersi non sono andate deluse in quel di Sesto Fiorentino, anche perchè, quando si ha a che fare con il Gruppo Toscano, c'è garanzia di ottimo livello, ed anche questa volta non si sono smentiti.La prima parte della giornata AIPC si apre con l'intervento del nostro presidente, Graziella Antonello, che ha presentato ai convenuti due grandi novità che partono dal 2010


La prima è stata che, finalmente, dopo tanti anni, il nostro apprezzatissimo Magazine torna ad avere delle uscite regolari, senza ritardi, salvo imprevisti di stampa e spedizione;

la seconda è stata la pubblicazione del nuovo sito AIPC con una nuovissima veste grafica supportata da una struttura che ne semplifica l'utilizzo e quindi l'aggiornamento da parte dei volontari che v'inseriscono i contenuti.

C'è voluto un enorme sforzo da parte dei pochi volontari che fanno parte del Gruppo Editoriale per arrivare finalmente puntuali ad uno degli appuntamenti più attesi da tutti i soci, come c'è voluto un grandissimo sforzo da parte dei pochissimi soci/volontari che si sono occupati della realizzazione del sito, dell'implementazione dei contenuti, oltre che della progettazione grafico/strutturale, e il solito invito rivolto a tutti i soci, nel partecipare di più anche in queste attività 'nascoste' e poco visibili dell'Associazione, è stato doveroso, anche se forse, nella cornice fiorentina, erano già presenti molti di quelli che si occupano di queste attività.

Nella seconda parte della mattinata, Maurizio Saroldi ha intrattenuto i convenuti con una carrellata di foto di alcune drosere sud africane a crescita invernale, prendendo spunto da una delle conferenze tenute da Andreas Fleischmann a Mira.

Spesso la descrizione dei viaggi di questi studiosi e appassionati, nelle località in cui crescono certe meraviglie, manca di quella parte pratica che ogni coltivatore vorrebbe sentire, ed in questo caso Maurizio ha dato anche un'ampia descrizione dei metodi di coltivazione di queste drosere da lui intrapresi, con più o meno successo.
Drosera ramentacea in coltivazione (foto e pianta di M. Saroldi)
Splendide foto di Drosera cistiflora, Drosera alba, Drosera ramentacea e molte altre, viste direttamente nei loro habitat, hanno accompagnato una bella chiacchierata sulla coltivazione, con domande da parte dei convenuti e risposte sempre esaurienti da parte di Maurizio, sottolineando il fatto che queste particolari drosere crescono e fioriscono durante i mesi invernali, quando cioè tutte le specie più diffuse nelle nostre collezioni non danno certo molto da fare, né sono al massimo della loro forma, e che quindi andrebbero apprezzate e coltivate un pò di più.

E non sottovalutiamo il fatto che hanno bisogno anch'esse di molta acqua, preferibilmente piovana, ma per fortuna solo nella stagione in cui è molto più facile reperirla.
Drosera alba in coltivazione (pianta di M. Saroldi, foto di S. Scifoni)
Anche la pausa pranzo, in cui erano presenti più di quaranta persone, è stata molto piacevole e chiacchierare intorno al tavolo tra una pizza o un primo piatto ha reso l'atmosfera ancora più calorosa. Benchè l'incontro non fosse stato organizzato come un vero e proprio meeting nazionale, si respirava la bellissima atmosfera che ci accompagna sempre nei meeting più grandi.
Il tavolo pieno di drosere tuberose circondato per le foto
Nonostante il pranzo però, l'acquolina in bocca doveva ancora venire, perchè la giornata è proseguita con il ritorno al liceo L. Agnoletti per la chiacchierata con Fabio Fontanelli sulle drosere tuberose.

Il tavolo 'imbandito' con ogni sorta di drosera tuberosa, dalle forme e colori più diversi e particolari, ha lasciato molti di stucco e la calca intorno a quelle meraviglie per osservare, fotografare e ammirare, è stata la dimostrazione più evidente dell'interesse che queste specie suscitano in molti coltivatori.
Drosera rupicola di M. Saroldi
Quasi come se fosse tutto organizzato, uno squarcio di sole poi ha investito la sala creando un'atmosfera surreale da set fotografico in cui quasi tutti i presenti hanno cercato di immortalare queste stupefacenti drosere nel massimo del loro splendore, con le gocce di colla luccicanti pronte a fare il loro dovere con i pochi insetti nell'aria.
Fabio Fontanelli durante la chiacchierata sulle sue piante.
Fabio ci ha illustrato le sue tecniche di coltivazione dopo una piccola introduzione sull'acclimatamento dei tuberi che giungono dall'altra parte del mondo (cosa molto importante per poter adattare la crescita di queste piante australiane alle stagioni invertite del nostro emisfero) iniziando con la preparazione del substrato e con la delicata operazione di risveglio dei tuberi, con la somministrazione di poca acqua alla volta e con il graduale spostamento dei vasi stessi in posizione luminosa o soleggiata per permettere ai tuberi di risvegliarsi completamente, concludendo con l'ultima fase del ciclo annuale, ovvero con la messa a dimora dei contenitori a secco per evitare che i tuberi marciscano durante il riposo.
Drosera aff. stolonifera di M. Saroldi.
Dettaglio delle trappole della stessa Drosera.

Dalla semplice e approfondita analisi di Fabio sui metodi di coltivazione, è stata impressione comune che queste bellissime drosere siano molto più facili da coltivare di quanto si possa pensare e un po' tutti ce ne siamo tornati a casa con la voglia di provarci presto.
Drosera macrophylla ssp. macrophylla di M. Saroldi
Drosera porrecta di M. Saroldi
Dettaglio della stessa Drosera.

Come avviene ad ogni fine meeting, un velo di malinconia ci ha accompagnato alle nostre macchine per il ritorno a casa, già vogliosi, però, di rivedersi nei prossimi incontri AIPC
Drosophyllum lusitanicum di Ivan Grifoni
Per finire, Drosera caledonica di M. Saroldi.

Ultimo aggiornamento (Martedì 17 Agosto 2010 10:07)