MATERIALI PER LA COLTIVAZIONE DI PIANTE CARNIVORE

Il Terreno - La Torba - La Sabbia - La Perlite - La Vermiculite - Il Vaso - L'Acqua - La Luce - Altro


Introduzione
A giudicare dal numero di domande che arrivano sia alla nostra lista discussione sia, via posta privata, ai coltivatori più esperti, uno degli argomenti più gettonati è senz'altro quello dei materiali per la coltivazione delle piante carnivore.
In tutti gli articoli riguardanti le carnivore, infatti, si parla di torba, di acqua e di perlite. Quando, poi, il neoappassionato di piante carnivore corre al garden center sotto casa scopre che in realtà ci sono tutta una vasta ed eterogenea gamma di prodotti che vengono venduti con il nome di torba, scopre che non ne esiste nessuno che si chiami "perlite" e non sa che acqua scegliere, tra le migliaia in commercio, per non parlare di acque di acquedotto, piovane, di pozzo... davanti a tutto ciò il principiante resta di solito perplesso, e a ragione: infatti, se la giusta torba e la giusta acqua portano ad ottenere delle piante stupende, purtroppo la torba sbagliata e l'acqua sbagliata portano ad avere piante striminzite o, peggio, morte entro poco tempo. Ecco quindi che la perplessità del principiante, davanti a una pianta moribonda, diventa dubbio atroce, il dubbio atroce sfuma poi in terrore cieco e il terrore cieco porta depressione, insonnia e gravi patologie psichiche. Per scongiurare questa remota possibilità, vengono qui fornite informazioni dettagliate su cosa cercare, con esattezza, e dove cercare. In questo modo chiunque si avvicini al meraviglioso mondo delle piante carnivore potrà partire con il piede giusto ... e risparmiare le spese per gli psicofarmaci.


Il terreno

Uno dei fattori fondamentali per la crescita delle carnivore, e in generale di qualsiasi pianta, è il terreno. Il terreno, per una pianta, è il materiale da cui essa trae nutrimento minerale ed acqua, ed al quale essa si ancora.
Nel caso delle piante carnivore, il terreno assolve alle stesse funzioni che nelle altre piante, ma con alcune particolarità: molte piante carnivore hanno bisogno di molta acqua e il terreno deve essere quindi in grado di trattenere e fornire una gran quantità d'acqua; in secondo luogo molte piante carnivore sono avvelenate dai composti azotati, normalmente presenti in quasi tutti i terricci comuni (i fertilizzanti sono quasi tutti composti azotati). Il terreno da usare per molte carnivore deve essere quindi un terreno privo di azoto inorganico, e deve provvedere a fare in modo che tale azoto inorganico non si formi poi per azione dei batteri del terreno (che sono presenti sempre quando il terreno ha una acidità medio-bassa). In ultima, visto che alcune carnivore vanno tenute sempre in acqua, il terreno rischia spesso di diventare asfittico e privo di ossigeno, motivo per il quale i coltivatori più esperti cercano di alleggerirlo ed "ossigenarlo" aumentandone il drenaggio.
Ecco che per le nostre carnivore, quindi, fermi restando i requisiti sopra elencati (sostegno, capacità idrica, nutrimento minerale), dobbiamo preparare un terreno privo di azoto, con acidità alta (pH basso) e che sia ben drenato.
Dopo secoli di coltivazione, si è scoperto che tale terreno è spesso realizzabile mescolando torba acida di sfagno con sabbia di quarzo e/o un minerale vulcanico chiamato perlite.
Analizziamo in dettaglio dove cercare questi materiali e come sceglierli.


La torba

La torba è un materiale organico derivato dalla decomposizione controllata di alcuni tipi particolari di muschi. La torba che interessa a noi deriva dalla decomposizione di un muschio importantissimo che si chiama sfagno (dal nome del genere botanico, Sphagnum).
Tale sfagno è un muschio che abita paludi acide in varie zone del mondo. Quando questo muschio muore, le fibre di cui è composto di accumulano formando, nei secoli, letti di torba alti parecchie decine di metri. A seconda delle condizioni di accumulo, esistono torbe giovani, vecchie, più o meno decomposte, e a diversi pH (acidità) - a seconda del paese di provenienza si parla di torbe irlandesi, canadesi, lituane ecc.
Senza entrare in troppi dettagli, esistono dei metodi sicuri per capire se una torba è buona anche senza avere alcuna esperienza diretta in campo orticolo. Basta cercare, sul pacco di un terriccio a base di torba, la scheda tecnica del prodotto e controllare queste voci: pH, indice di von Post, percentuale di azoto organico, percentuale di azoto inorganico. In base a questi dati sarete da soli in grado di scegliere la vostra torba.

pH: il più importante fattore. DEVE essere sempre compreso tra 3 e 4.5. Sopra il 4.5-5 si hanno torbe VELENOSE per le piante carnivore. Più basso il pH, migliore la torba.

Indice di von Post: è una sigla formata da una H seguita da un numero. Indica lo stato di decomposizione di una torba. La torba migliore in assoluto ha H1. Torbe ottime hanno H2-H3. Torbe discrete arrivano ad H4 o al limite H5. Torbe con H6 o maggiore sono da scartare.

Altri valori: spesso alcuni produttori di torba riportano anche i valori di ceneri e sostanza organica in percentuale, come pure di azoto-organico e azoto-inorganico. In linea di massima il valore più importante è il pH insieme all'indice di von Post. Comunque diamo valori di massima anche per queste caratteristiche:

•    Ceneri: dovrebbero non essere superiori al 5%. 1-2% ottimale.
•    Sostanza Organica: dovrebbe essere superiore al 90%. Meglio se superiore al 95%.
•    N-inorganico: più basso possibile, meglio se inferiore allo 0.5%

La torba si trova in sacchi da 20 fino a 500 litri nei grossi consorzi agrari, nei garden center, nei vivai, e in generale dovunque si coltivino piante. Il prezzo varia dai 5 ai 20 euro, in generale a seconda di qualità e dimensione del pacco.

I nomi commerciali dei vari prodotti sono molti. La torba migliore di solito si trova sotto il nome di "Torba acida di sfagno" oppure "Torba bionda acida di sfagno" e simili.

La sabbia

La sabbia è un importante costituente di tutti i terreni drenanti e cioè di quei terreni che lasciano passare l'acqua in modo veloce ed omogeneo, trattenendone una certa quantità.
Se, infatti, un terreno trattiene troppa acqua (come succede per la torba pura), può impaccarsi formando un "blocco" difficilmente accessibile all'ossigeno. In questi casi il livello di ossigeno dentro il terreno scende pericolosamente fino ad annullarsi, e in queste condizioni anossiche molte piante soffrono e marciscono.
La sabbia, in questi casi, aiuta a rendere il terreno più drenante, e quindi aiuta l'ossigeno ad entrare nel terreno e a tenere alta la salute di tutti i microrganismi che vi abitano e della pianta stessa. Sebbene per le piante normali vada bene una qualsiasi sabbia, per le carnivore purtroppo abbiamo il vincolo di mantenere un pH acido molto basso, intorno a 3. L'unica sabbia che mantenga un pH acido a quei livelli è la sabbia di quarzo, o graniglia di quarzo.
Per acquistare sabbia o graniglia di quarzo basta recarsi in un negozio di materiale per acquariofilia. I due fattori a cui dovete porre attenzione sono:

Quarzo: che il materiale sia VERAMENTE quarzo. Troppo spesso venditori furbi o ignoranti spacciano per "quarzo" materiale che quarzo non è. Il quarzo ha un colore grigiastro o rosato, vitreo, e tutti i granelli hanno una colorazione omogenea. Se la sabbia che trovate è composta da granelli colorati o tutti diversi, scartatela.

Granulometria: dimensione dei granelli di quarzo. La dimensione dei granelli deve essere compresa tra quella del sale grosso (o del riso, in questo caso si parla di graniglia di quarzo) e la dimensione dei granelli si zucchero o di sale fino (sabbia di quarzo). Granulometrie più fini (come per esempio simili al borotalco) sono da evitare e sono peraltro polveri velenosissime per i vostri polmoni.
Come detto la graniglia o sabbia di quarzo si trova nei negozi di acquari in pacchi da 1 fino a 5 o 10 Kg. Il prezzo normalmente non supera l'euro al chilo.
A volte si trova sabbia quarzifera anche da grossisti di materiale edile, ma più spesso la sabbia venduta in edilizia non è quarzosa ma è normale sabbia calcarea, assolutamente inadatta alle carnivore.


Attenzione: il quarzo asciutto può liberare polveri di quarzo, tossiche per i vostri polmoni - quando maneggiate la graniglia o sabbia di quarzo proteggete i vostri polmoni usando una mascherina e risciacquate il quarzo prima possibile.

La perlite

Se da un lato la sabbia di quarzo permette ad un terreno di essere molto drenante, dall'altro ha un difetto, e cioè che è pesante, e tale difetto la rende poco adatta in condizioni di permanente immersione in acqua.

Se un vaso con torba mescolata a sabbia di quarzo è tenuto in condizioni di alta umidità ed è innaffiato dall'alto, l'aereazione è perfetta, ma qualora tale vaso sia tenuto costantemente in un sottovaso pieno d'acqua (come spesso si fa con le carnivore) e con l'acqua che sale dal basso, il quarzo e il suo peso schiacciano la torba sul fondo del vaso, tornando a formare una cappa di terreno sommerso privo di ossigeno (compattamento asfittico).
Per ovviare a questo problema si usa spesso un altro materiale, chimicamente inerte come il quarzo, minerale come il quarzo, ma decisamente più leggero del quarzo: la perlite. Questo minerale di origine vulcanica è formato da una graniglia di piccoli pezzi di roccia bianchissima ripiena di cavità gassose, e quindi leggerissima. A vederla sembra quasi formata da "palline" di polistirolo (sebbene sia assolutamente differente dal polistirolo e non sia sostituibile con esso). Mescolando tale materiale alla torba si ottiene un effetto analogo a quello della sabbia di quarzo (drenaggio) con la differenza che la notevole leggerezza della perlite permettono di mantenere un basso compattamento ed una certa ossigenazione anche in condizioni di permanente immersione in acqua.
La perlite non è semplice da trovare, ed è venduta sotto vari nomi commerciali, come Agriperlite o Agrilit, a seconda del produttore. Si vende solitamente in pacchi da 100 o 200 litri, al prezzo di 10-15 euro a pacco. Per trovare la perlite il consiglio che si dà di solito è chiamare una ditta produttrice al telefono e chiedere chi, nella vostra zona, venda sacchi di perlite.
Normalmente la perlite si trova nei consorzi agrari della vostra zona - cercate il Consorzio Agrario o la Cooperativa Agricola più vicina a dove vivete e chiedete a loro.
A volte la perlite si può trovare anche presso grossisti di materiali per l'edilizia. Spesso, però, la perlite usata per scopi edili ha caratteristiche diverse da quella usata per scopi agricoli, ed è per questo sconsigliata.

Attenzione: la perlite asciutta può liberare polveri minerali mentre la maneggiate, tossiche per i vostri polmoni - quando maneggiate la perlite proteggete i vostri polmoni usando una mascherina. Mescolate la perlite alla torba e idratate il tutto non appena possibile.

La vermiculite


Fino a qui abbiamo dato la precedenza ad un terreno drenante, con pH bassissimo e assolutamente privo di azoto inorganico: la torba acida di sfagno, mescolata a quarzo e/o perlite, rappresenta un ottimo terreno con queste caratteristiche.
Come effetto collaterale, però, spesso la "purezza" di tali materiali e il pH bassissimo sono tali per cui insieme all'azoto inorganico (velenoso per le piante carnivore) mancano dal terreno tanti altri elementi che invece sono, in piccole dosi, benefici per le carnivore (potassio, ferro, magnesio ed altri).
Purtroppo, tali composti si trovano in rocce che, se aggiunte al terreno in grandi quantità causano un viraggio del pH verso valori alti (7 o più) che alla lunga accelera la decomposizione della torba "avvelenando" le carnivore. Per tale ragione si preferisce evitare l'aggiunta di tale rocce, accettando di tenere le proprie piante in un ambiente sano, anche se scarso di minerali benefici.
Alcuni coltivatori esperti, però, hanno imparato con gli anni ad aggiungere al terreno particolari composti minerali, in piccolissime quantità, in modo da fornire i tanto agognati minerali benefici senza però alzare il pH sopra valori critici. Uno dei minerali usati a tale scopo è la vermiculite, che, se usata in piccolissime quantità (un pizzico ogni 2-3 litri di terreno) accelera la crescita di molte carnivore mantenendo basso il pH.
La vermiculite è abbastanza difficile da trovare. In Italia si trova con il nome di "Germisol" ed è distribuita da: Agrimport S.p.a (Bolzano) - 0471/976598 - telefonate per chiedere un rivenditore vicino alla vostra zona.
Si presenta come una graniglia formata da piccoli pezzetti minerali luccicanti, derivanti da una mica idrata ricca in ferro, magnesio, potassio, silicio e con tracce di altri elementi utili. Si vende in sacchi da 100 o 200 litri e il prezzo oscilla sui 20 euro a sacco.
A volte la vermiculite si può trovare anche presso grossisti di materiali per l'edilizia. Spesso, però, la pezzatura della vermiculite ad uso edile è molto più grossolana e contiene più impurità rispetto a quella usata per scopi agricoli, ed è per questo sconsigliata.

Attenzione: la vermiculite asciutta può liberare polveri minerali mentre la maneggiate, tossiche per i vostri polmoni - quando maneggiate la vermiculite proteggete i vostri polmoni usando una mascherina e mescolatela al terreno non appena possibile.

Il vaso

Sul vaso non c'è molto da dire. Il dilemma di solito è vaso di plastica o vaso di terracotta?
La scelta, che di solito sembra stupida e dettata solo ed esclusivamente da motivi estetici, nasconde in realtà un importante fattore, dato dalle caratteristiche della terracotta, che è un materiale microporoso.
Microporoso significa che mentre un vaso di plastica isola completamente il terreno contenuto al suo interno, il vaso di terracotta invece permette lo scambio di umidità. Se, per esempio, mettete un vaso di plastica pieno di torba in acqua, noterete che l'esterno del vaso resta asciutto anche se la torba al suo interno è bagnata. Se fate la stessa cosa con un vaso di terracotta vedrete che la terracotta invece resta più "umida" e "fresca". Con il tempo noterete anche che mentre sulla superficie dei vasi in plastica non cresce nulla, su quella dei vasi in terracotta crescono alghe e muschietti, quasi come se la terracotta fosse viva e parte del terreno (come in effetti è).
Proprio il fatto che la terracotta si inumidisce quando il terreno è umido rappresenta la sua caratteristica magica: inumidendosi infatti produce evaporazione sulla sua superficie, raffreddando nel contempo la superficie interna. Un pò quello che succede quando d'estate mettete un berretto bagnato in testa, al sole. Anche se è bagnato con acqua calda, dopo un pò sentirete la testa fresca. Questo è il fenomeno dell'abbassamento di temperatura da evaporazione, un fenomeno fisico sfruttato da molte piante e animali.
In generale, le piante tenute in vasi di terracotta hanno radici e rizoma meno riscaldate. A volte tale differenza è molto evidente e la stessa pianta tenuta in vaso di plastica si risveglia dall'inverno anche un mese prima che non in un vaso di terracotta (dove rimane in dormienza più a lungo).
I vasi di terracotta si consigliano laddove la pianta da coltivare abbia radici che soffrono le alte temperature e quindi necessiti di un ambiente più fresco (ad esempio Darlingtonia californica).
Il vaso di plastica invece si consiglia laddove non sussista questa necessità. Infatti sulla carta i vasi di plastica presentano più vantaggi di quelli in terracotta, rimanendo più puliti e inalterati nel tempo, mantenendosi relativamente liberi da incrostazioni e alghe, e specialmente essendo meno fragili e costosi.
Se siete, quindi, alle prime armi, scegliete senz'altro vasi di plastica. Con il tempo imparerete se e quando acquistare vasi di terracotta.

L'acqua

L'acqua rappresenta uno dei fattori fondamentali nella coltivazione di piante carnivore, e in generale, di qualsiasi pianta.
Le piante, come tutti gli organismi, sono prevalentemente composte d'acqua. Usano l'acqua per il trasporto di nutrimento al loro interno, per le reazioni biochimiche necessarie alla loro vita, per la loro crescita, per la formazione di tutti i loro organi.
Si capisce facilmente come mai l'acqua sia L'ELEMENTO cruciale per la crescita di qualsiasi forma di vita.
Purtroppo l'acqua, che a vedersi sembra sempre e solo "acqua", trasparente, senza odore nè sapore, nasconde in realtà un mondo microscopico fatto di elementi in essa disciolti e invisibili all'occhio. Proprio il contenuto di questi sali disciolti rende le acque tutte diverse tra loro al punto che si dice che non ci sia un bicchiere d'acqua uguale all'altro.
Le piante, per cui l'acqua è davvero importante, sentono molto la differenza tra un'acqua e l'altra. E' quindi fondamentale essere in grado di capire quali siano le acque migliori per le piante carnivore, e dove trovarle.
Come linea di principio, le piante carnivore sono avvelenate dai composti inorganici azotati, come detto. Allo stesso modo la torba tende a marcire se non è tenuta in un ambiente acido. Ecco che la nostra acqua ideale deve mantenere il pH acido della torba e non deve contenere composti azotati inorganici.
In breve l'acqua deve avere un contenuto in sali disciolti bassissimo, dev'essere priva di nitriti, nitrati e composti ammoniacali (sali d'ammonio). Deve essere anche priva di composti clorati e qualsiasi inquinante o additivo artificiale spesso velenoso per le carnivore.


La migliore acqua con queste caratteristiche è l'acqua da osmosi inversa, un'acqua ottenuta attraverso un particolare tipo di filtraggio ed usata in acquariofilia. Si trova in negozi d'acquari con un prezzo tra i 10-20 centesimi di euro al litro. Se richiedete quest'acqua siate espliciti nel chiedere che sia acqua da osmosi inversa, troppo spesso rivenditori furbastri rifilano come acqua da osmosi acque filtrate attraverso resine o scambiatori a sale, che non sono adatte al nostro scopo.
Altra acqua ottima è l'acqua piovana, a patto che provenga da precipitazioni lontane da ambienti urbani o industrali (dove la pioggia invece raccoglie fumi inquinanti presenti in aria e diventa invece velenosa).
Altra sorgente di acqua appropriata sono i supermercati. Qui potete scegliere una bottiglia di acqua demineralizzata di quelle comunemente usate per i ferri da stiro - in generale quest'acqua è innocua, sebbene ci siano chiacchiere di acque di alcune marche che, pur adatte ai ferri da stiro, risulterebbero dannose per le carnivore.
Certo, se avete poche piante e volete andare sul sicuro, potete anche acquistare acqua naturale per consumo umano, dando alle piante la stessa acqua che bevete voi. Però in questo caso è necessario che scegliate un'acqua con i requisiti adatti. Non tutto ciò che piace a voi può piacere alle vostre piante. Sulle bottiglie d'acqua cercate la tabellina delle caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua. Il valore che vi interessa è il "Residuo Fisso" che deve essere assolutamente inferiore a 50 mg/L (o 0.05 g/L). Un'ottima acqua è, ad esempio, la Sant'Anna. Per inciso, imparate anche voi a bere acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/L, vedrete che vi farà bene.


In ultima, dopo aver passato in rassegna le acque adatte, passiamo in rassegna le acque assolutamente velenose:

> L'acqua proveniente da un impianto condizionatore/deumidificante quali quelli comunemente in uso in estate era ritenuta, fino a poco tempo fa, ottima da usare. Purtroppo il decadimento della qualità dell'aria ha provocato un degrado dell'acqua raccolta da questi impianti, la quale è sempre più spesso carica di polveri altre sporcizie. Inoltre il metallo delle serpentine di condensazione, rame o alluminio, può cedere ossidi alla stessa acqua, rendendola mortale per le piante.

> Acqua da acquedotto + cloro : le acque ad uso cittadino spesso contengono cloro, un potente antisettico. Molte piante soffrono gravemente il contenuto di cloro di queste acque e alla lunga deperiscono.

> Acqua "dura" : acqua con contenuto di sali disciolti (residuo fisso) maggiore di 3-400 mg/L. Queste acque contengono talmente tanti minerali disciolti che alla lunga causano un accumulo di fanghi e sali nella torba, alzando il pH e causando marcescenza della torba e avvelenamento delle piante.

> Acqua da scambiatori a sale: acqua proveniente da impianti "addolcitori" a sale da cucina, che sostituiscono i minerali responsabili del calcare (ad es. Calcio) con Sodio. Tali acque, ricchissime di sodio, non formano calcare, ma sono comunque dannose per le piante carnivore.

La luce

Non c'è molto da dire sull'importanza della luce per le piante. Ci sarebbe molto da dire, invece, sulla natura della luce, sulle frequenze più utili alle piante, sulla sua intensità. Fortunatamente per chi inizia a tenere le piante carnivore è sufficiente esporre una pianta al sole e il gioco è fatto.
Per chi invece volesse coltivare le piante in un terrario o comunque in un ambiente chiuso, la raccomandazione è di usare sempre lampade al neon, in numero non inferiore a 3, e possibilmente assortite. Acquistare tre tubi al neon identici è infatti sconsigliato e si raccomanda sempre l'acquisto di un tubo cool-white (o a luce fredda), un tubo a luce calda (a luce calda) e un tubo gro-lux (neon fitostimolante).
Sebbene siano presenti sul mercato tubi al neon per terrari dai prezzi altissimi (fino a 100 euro per un tubo al neon) il consiglio è senz'altro di evitare tali tubi costosissimi e di acquistare invece tubi "comuni" più un tubo fitostimolante. I tubi al neon comuni costano tra i 5 e i 10 euro a tubo e si trovano in tutti i negozi di materiale elettrico o nei centri di bricolage. I tubi al neon fitostimolanti invece si acquistano nei negozi d'acquari con il nome di "Gro-Lux" e simili. Diffidate di tutto ciò che vi propongono con mirabolanti promesse e che costi più di 15 euro.
Molto importante, piuttosto, è sostituire i tubi al neon ogni 12 mesi e non lasciarli mai per più di un anno, in quanto vanno incontro ad un fenomeno noto come "invecchiamento catodico" - fenomeno per il quale anche se ad occhio la luce emessa sembra sempre la stessa, in realtà la quantità e la qualità della luce peggiorano rapidamente.
Anche per questo motivo si consiglia di evitare l'acquisto di costosi ed esotici tubi al neon - è molto meglio un tubo comune da 5 euro sostituito ogni 6 mesi che non un costosissimo tubo da 100 euro tenuto per 4 anni.

Altro

Oltre a terreno, acqua, luce e quant'altro ci sono tutta una serie di accessori che, per quanto non strettamente necessari, diventano comunque utilissimi nella coltivazione di piante carnivore.
Ecco alcune indicazioni nella scelta di alcuni di questi accessori.

•    Guanti : spesso, per non sporcarsi le mani, si usano guanti in lattice quando si ha a che fare con la torba e con terricci in generale. I guanti che si consigliano a volte sono quelli monouso in lattice.
•    Mascherina : una precauzione necessaria ogni volta dobbiate maneggiare perlite, vermiculite o sabbia asciutte, è quella di mettere una mascherina davanti al volto, per non inspirare le polveri, potenzialmente dannose per la vostra salute.
•    Cartellini a Matita : sebbene siano in commercio pennarelli e penne di vario tipo, quasi tutti i coloranti, esposti al sole per lungo tempo, sbiadiscono e scompaiono. Per questo si usa la matita per scrivere i nomi delle piante sui cartellini. Per i più facoltosi si può anche usare un'etichettatrice a stampa termica.
•    Pinzette : un paio di pinzette in acciaio inox, a braccio lungo, saranno utilissime nella coltivazione di carnivore, in quanto molte specie sono di dimensione ridotta.
•    Forbici : quando scegliete delle forbici per le carnivore, sceglietele con la punta piccola ed appuntita, in acciaio inox facilmente lavabile.
•    Tessuto non-tessuto : sotto questo nome spesso nei negozi di ferramenta si trovano fogli di un materiale biancastro sintetico. Questo materiale inerte può essere usato sul fondo dei vasi per non fare uscire terriccio dai fori.

Prima stesura Fabio d'Alessi, 2001

Ultimo aggiornamento (Domenica 22 Agosto 2010 21:57)