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Un sogno lungo una vita

Il secondo racconto della "raccolta carnivora" di AIPC, scritto nel gennaio 2006, tratta senza nominarlo di un intero genere di piante carnivore, la cui identità non dovrebbe restare misteriosa ad un lettore attento.


Autrice: ChiaradB


Sono caduta, in silenzio, e nel silenzio non c'era più vita. Intorno a me, solo un soffio secco di morte, l'aria arsa e dura che piano mi assaliva. Così sono scomparsa, nel buio, e celandomi ho cominciato un sogno, o meglio un viaggio, un viaggio in cui ho scoperto, ho avuto ed ho perduto.

Ho immaginato nel buio di cercare la luce, mi mancavano le presenze amiche, e tutto era punte di pietre dure e aguzze; ho immaginato uscire da me i fili sottili di una rete che mi ricongiungesse al mondo.

Ed ho immaginato di annaspare, cercare, nuotare quasi verso un sole nuovo che mi avrebbe baciato senza bruciarmi e curato, alla ricerca di un giorno che non fosse più nascosto, e di una luce che non fosse più fredda.

Ho sognato poi di volare, quando finalmente ho aperto il mio varco verso il cielo scuro, e di alzarmi.

Dopo il giorno lungo e caldo, anche la notte è stata più dolce, e mi ha offerto la carezza leggera della rugiada... ho amato questa carezza, ed allora sognando immaginavo di coprirmi anch'io di gocce lievi di cristallo, per contendere alle stelle, così sicure e brillanti nel cielo notturno, la loro magica bellezza, mentre con mille tentacoli andavo alla ricerca di nuova energia, per soddisfare una fame mai paga, quindi adescando, trafiggendo, succhiando mille piccoli corpi.

Ho immaginato che la terra brillasse attraverso di me, mentre il vento mi donava i profumi più dolci, abbracciandomi premuroso. C'era la luna che mi guardava, curiosa e argentea, e sono volata allora ancora più su, senza timore ho affrontato colori e lontananze sconosciute, imparando a godere di ogni loro frammento.

E di nuovo ho desiderato che questi stessi colori mi appartenessero: veli di perla mi hanno avvolto come un vestito più tenue dei raggi di luna, portando al mondo il mio amore, parlandogli di me, finché un granello di nuova vita si è posato su di me e finalmente ho potuto donare anch'io un desiderio divenuto solido e forte, che il vento, sempre amico, ha disperso in mille rivoli perché rinascesse ancora e ancora.

Per quanto tempo è durato il sogno... Dura ancora, e so che quando riaprirò gli occhi e tornerò al mio viaggio, sarà di nuovo vero, sarà di nuovo vita, bagnata di pioggia e di speranza.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 07 Dicembre 2009 09:29)