Drosera regia
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La regina delle drosere, la signora di queste meravigliosecarnivore, pianta allo stesso tempo stupenda, intrigante, difficile, affascinante, unica.
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Afidi
Appartengono all'ordine degli emitteri. Sono piccoli insetti che vivono in colonie e che attaccano massivamente le piante in primavera e in autunno con condizioni di elevata umidita' e temperature intorno ai 18-25 °C. Prediligono i tessuti teneri delle piante, come gli steli fiorali di drosera, dionaea e sarracenia oppure le giovani foglie di moltissime piante. In primavera la prima generazione di afidi (maschi e femmine nati dalle uova deposte in autunno) da' vita ad una generazione di sole femmine che si riproducono partenogeneticamente (cioe' senza la fecondazione da parte del maschio), dando vita a piccoli afidi ( tutte femmine) che a loro volta contengono nel loro addome la successiva generazione. Ne esistono decine di specie diverse le cui differenze si limitano a colorazioni molto varie (gialli, verdi, neri, rossi, marroni, arancioni, ecc…). Sono provvisti di un apparato boccale succhiatore che permette loro di pungere la pianta e nutrirsi della sua linfa. Se l'infestazione non e' estesa non provocano danni gravi a parte la crescita deformata di ascidi, foglie e steli fiorali, e' importante pero' agire tempestivamente durante le prime fasi di formazione della colonia. |
Afidi su stelo
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Cocciniglia
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Cocciniglie
Appartengono anch'esse all'ordine degli emitteri, sono insetti che presentano il fenomeno del dimorfismo sessuale: i maschi sono normali insetti alati mentre le femmine sono attere (senza ali) e trascorrono la vita adulta immobili, segno di un estremo adattamento al modo di nutrirsi. Come nel caso degli afidi esistono diverse specie anche se con caratteristiche fisiche piu' varie. Sono animaletti per nulla schizzinosi che amano banchettare (anche loro succhiando linfa) con tantissime specie di piante, nel caso specifico nepenthes e soprattutto sarracenie sono le piu' colpite. La zona infestata varia molto secondo la specie di cocciniglia: la piu' infestante e difficile da eliminare e' senz'altro la cocciniglia cotonosa che si insinua soprattutto alla base degli ascidi di sarracenia rendendo difficilissimo anche solo vederla, le forme giovanili (ninfe) sono mobili e si arrampicano lungo gli steli fiorali di sarracenia fino ad insinuarsi all'attaccatura dei sepali. Anche le femmine di cocciniglia si riproducono in modo assessuato (partenogenesi). |
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Lepidotteri
Le farfalle evocano alla mente paesaggi bucolici di estrema serenita' e bellezza, si nutrono di nettare tratto dai fiori vivendo solo il tempo per riprodursi; dalle uova nascono piccole larve dette bruchi, dotate di apparato boccale masticatore, che possono essere definite spietati killer vegetali. I bruchi rodono le parti verdi e i fiori delle piante (le sarracenie sono le piu' colpite ma anche heliamphora, utricularia e genlisea) subito dopo essere nate dall'uovo e fino al momento dell'impupamento (quando si trasformano in crisalide prima di giungere alla forma adulta). In questo lasso di tempo la larva cresce a dismisura decuplicando le sue dimensioni e mangiando ogni giorno alcuni cm quadrati di foglie. Solitamente sono difficili da scorgere perche' sono abili nell'arte del mimetismo, la scoperta avviene vedendo i grossi buchi sulle pareti degli ascidi piu' giovani e teneri. Le piu' comuni, alle nostre latitudini, sono sicuramente le nottue (famiglia Pieridae): amano banchettare con moltissimi generi vegetali e possono raggiungere la lunghezza di circa 4 cm prima della metamorfosi. Gli adulti presentano in genere ali poco colorate (giallo o verdino molto tenui) e si possono notare mentre si posano qua e la' sulle piante: stanno deponendo le uova; il bello (o nel nostro caso il brutto) e' che su ogni pianta su cui si posano depongono un solo uovo. |
Oziorrinco
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Coleotteri
E' un ordine di insetti molto numeroso comprendente moltissime famiglie. Gli adulti generalmente non provocano danni alle piante carnivore a parte il famoso oziorrinco che ama nascondersi nel terreno di giorno e mangiare gli ascidi di sarracenia durante la notte, l'adulto e' nero e con un esoscheletro durissimo, lungo poco piu' di 1 cm. La larva e' molto piu' pericolosa perche', essendo terricola, si nutre di radici e rizomi portando la pianta a morire in pochissimo tempo. Le larve terricole di altre specie possono essere egualmente dannose (alcune sono vegetariane) se non si provvede ad eliminarle prontamente rinvasando la pianta in substrato nuovo. |
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Altri insetti
Ne citiamo solo alcuni che occasionalmente possono provocare danni alle nostre piante:
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Cavalletta
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Aracnidi
E' la classe animale rappresentata da ragni e scorpioni: simpatici animaletti che dal nostro punto di vista risultano utilissimi in quanto predatori di insetti dannosi per le piante, i loro piccoli cugini pero', gli acari, annoverano fra le loro file alcune specie fitofaghe che si nutrono anche di piante carnivore (pressoche' tutte ma con particolare predilezione per nepenthes, sarracenia, dionaea, heliamphora e cephalotus). Anche qui vi sono diverse colorazioni secondo la specie, il piu' famoso e' senz'altro il ragnetto rosso (tetranichidi). Sono piccolissimi (meno di 1mm), quasi invisibili (per vederli serve perlomeno una lente), con le loro punture (si nutrono come gli afidi) provocano piccole cicatrici circolari sulle foglie che, in caso di massicce infestazioni, possono portare la pianta alla morte. |
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Nematodi
Sono classificati nel regno animale come un phylum a se' comprendente alcune classi. Ne esistono moltissime specie, alcune delle quali vivono nel terreno nutrendosi di radici e rizomi di quasi tutte le piante carnivore. Sicuramente sono meno temibili di altri parassiti, in quanto nei vasi solo molto raramente si manifestano infestazioni di nematodi. |
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Funghi e muffe
Le muffe sono funghi pluricellulari(appartenenti all'ordine degli ascomiceti) che si riproducono per mezzo di spore e che possono svilupparsi in condizioni di elevata umidita' e ambienti chiusi (scarsa circolazione dell'aria). Sono comunque sempre presenti nell'ambiente in quanto le loro spore fluttuano liberamente nell'aria o restano latenti nella torba dei vasi: succede spesso che si ammali una sola pianta in mezzo ad altre decine. Quella pianta probabilmente era gia' infestata e, a causa di uno stress (per esempio uno sbalzo termico), si manifesta la malattia. L'oidio, o mal bianco, si presenta come una polverina simile a zucchero a velo su tutta la pianta; particolarmente sensibile a questa malattia e' il cephalotus, ma puo' colpire un po' tutte le carnivore. La botrite, o muffa grigia, si sviluppa soprattutto sulle prede digerite di dionaea e drosera diventando pericolosa quando le condizioni di temperatura e umidita' sono favorevoli (soprattutto in autunno); puo' colpire anche parti di piante gia' infettate da altri parassiti o ferite provocate da grandine o urti in genere. |
Botrite su rizoma di sarracenia
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La lotta con la luce
La Terra viene illuminata e riscaldata per mezzo dei raggi solari, che nel loro insieme compongono lo spettro solare. I raggi o onde elettromagnetiche presentano diverse lunghezze d'onda aventi effetti diversi sugli organismi terrestri.
I raggi infrarossi, calorifici, scaldano la superficie terrestre, i raggi luminosi compongono lo spettro visibile utile alle piante per la fotosintesi, i raggi ultravioletti hanno un potente effetto disinfettante: agiscono sul DNA delle cellule distruggendo muffe e batteri. E' chiaro che diventa importante esporre le piante carnivore ai raggi solari, sia per ottimizzare i processi fotosintetici, sia per mantenere sani i tessuti.
Un esempio classico (che e' anche un metodo descritto dalla tradizione popolare) e' quello di contrastare l'oidio o mal bianco proprio con bagni di sole. Molte piante che amano il sole, non appena vengono poste in posizioni piu' ombrose, deperiscono velocemente (Nepenthes, Heliamphora, Sarracenia, ecc...).
L'acqua
Fattore indispensabile per la vita delle piante carnivore, ogni pianta pero' puo' preferire quantita' d'acqua al suolo e nell'atmosfera piu' o meno alte secondo la specie e la stagione.
La temperatura
Le temperature piu' o meno elevate diventano importanti secondo le esigenze particolari di una data specie e in relazione agli altri fattori: caldo costante e umidita' elevate saranno perfette per piante di origine tropicale, mentre per altre sara' piu' importante l'alternanza stagionale caldo-freddo o l'escursione termica notturna.
L'aria
L'ambiente dove vivono le piante deve essere ben aerato e le piante andrebbero poste sollevate dal suolo (su tavoli o cavalletti o qualsiasi altro metodo utile allo scopo).
Distanziare le piante fra loro favorisce la circolazione dell'aria e in caso di copertura invernale bisogna predisporre delle aperture contrapposte tra loro da aprire prontamente in caso di giornate soleggiate o comunque sopra lo zero, al fine di creare ricircolo d'aria. L'azione meccanica della corrente d'aria impedisce alle spore fluttuanti di posarsi, oltretutto non permette l'accumulo di umidita' in punti non illuminati: evitare questi due fattori impedisce la proliferazione di colonie fungine (muffe).