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Altri_generi Byblis lamellata

  • Famiglia: Byblidaceae
  • Provenienza: Australia, Nuova Guinea
  • Habitat: Paludi e torbiere

Note di coltivazione

Specie perenne

Questo genere di piante, originario dell’Australia e della Nuova Guinea, deve sia il nome scientifico che il nome volgare di “Piante Arcobaleno”, alla miriade di gocce di liquido che ne ricoprono il fusto e le foglie filiformi. Il nome scientifico ha origine mitologiche: Byblis, figlia di Mileto, innamorata non corrisposta del proprio fratello, si sciolse in lacrime finché il nonno Apollo non la trasformò in fontana. Il nome di “Piante Arcobaleno” si riferisce ai giochi che la luce fa nelle gocce trasparenti.

Contenitori

Vasi di plastica di almeno 12 cm. di diametro, abbastanza alti. L’utilizzo di vasi alti prolunga la vita di queste piante che mal tollerano i rinvasi. E’ consigliabile mettere una sola pianta per vaso.

Terreno

Due parti di sabbia silicea e piuttosto sottile ed una parte di torba bionda di sfagno.

Acqua

Acqua piovana o distillata da mettere nel sottovaso solo quando l’acqua precedente è completamente evaporata.

Ambiente

B. lamellata è una pianta perenne ma sarebbe meglio dire “vivace”: perde cioè le foglie in inverno ma queste rispuntano in primavera. In natura cresce in un clima di tipo mediterraneo con inverni freddi e umidi ed estati calde ed asciutte. Per esperienza, però, è meglio tenere la composta appena umida in inverno e aumentare le annaffiature in estate.

Trapianto

Poiché Byblis tollera male il trapianto si consiglia di effettuare la semina in piccoli vasi di torba riempiti con la solita composta, mettendo un solo seme per vaso.
Quando le piante incominciano a sviluppare si può mettere l’intero vasino di torba nel contenitore definitivo.

Parassiti

Il genere Byblis è facilmente colpito da Cocciniglia cotonosa.

Moltiplicazione

I semi di B. lamellata, in natura, germinano solo dopo che un incendio ha distrutto la vegetazione dei luoghi in cui vive. Un tempo, per stimolare la germinazione, si coprivano i semi, sparsi sulla composta umida, con fieno secco che poi veniva incendiato. Un metodo più sicuro è quello di tenere a bagno i semi, prima della semina, in una soluzione all’uno per mille di acido gibberellico per 24 o 48 ore.