Iscriviti/Rinnova

Altri_generi Cephalotus follicularis

Cephalotus follicularis
  • Famiglia: Cephalotaceae
  • Provenienza: Australia sud ovest (triangolo tra Perth, Albany e Augusta)
  • Habitat: Coste e immediato entroterra

Note di coltivazione

Questa pianta è tanto singolare quanto rara. Cresce spontaneamente nell’Australia sud-orientale, in aree umide e torbose attorno alla città di Albany. E’ minacciata da un serio pericolo di estinzione, considerando il continuo espandersi delle attività di bonifica delle zone umide da parte dell’uomo. Il Cephalotus follicularis presenta trappole ad ascidio non più grandi di 7-8 cm, con un opercolo sormontante l’imboccatura che serve a proteggere il liquido digestivo, che riempie 2/3 dell’ascidio stesso. Gli ascidi sono poggiati sul terreno. In primavera produce anche foglie normali, piatte ed ovali: probabile eredità dell’ancestrale patrimonio genetico non carnivoro.

Contenitori

E’ importante fare attenzione alle dimensioni del vaso, in particolare la profondità, che il Cephalotus preferisce non inferiore ai 12 cm. per una pianta giovane, non inferiore ai 15/16 cm. per una pianta adulta. Anche il diametro è importante: questa pianta si espande in larghezza piuttosto velocemente e desidera appoggiarsi sul terreno Cephalotus piuttosto che fuoriuscire dal bordo del vaso.

Terriccio

Il composto da usare preferibilmente è un miscuglio di 3 parti di torba acida, 1 parte di perlite o sabbia silicea e sfagno attorno alla parte centrale della pianta: quest’ultimo accorgimento è utile sia per l’umidità (che lo sfagno mantiene alta…) sia per la lotta agli attacchi dei funghi (lo sfagno è un potente anti-fungino…).

Acqua

Abbondante e costante d’estate, preferibilmente nel sottovaso, alto almeno 2 cm. In inverno è necessario soltanto mantenere appena umido il substrato. E’ importante non eccedere con l’acqua nella stagione fredda: molte foglie, seccando, possono ammuffire per la troppa umidità ed arrecare danni ai punti di crescita. Soprattutto se le piante dimorano in vasi troppo piccoli, un composto troppo umido porta molto velocemete alla morte delle radici.
Il Cephalotus è sensibile agli attacchi dell’oidio, che si presenta come una leggera muffa bianca, preferibilmente nelle stagioni intermedie, quando la luce è scarsa, e può acilmente provocare la morte della pianta.

Luce

Gradisce sole diretto tutto l’anno e per tutto il giorno, ma nelle aree e nei giorni più caldi e secchi può essere ombreggiato fino al 50%. Anche in terrario le lampade, decisamente intense, devono essere a circa 10 cm dalla pianta. Con una giusta illuminazione le trappole si colorano di un rosso intenso; se quelle della vostra pianta sono verdi, c’è qualcosa che non va e dovete provvedere. Solo le piante ancora molto piccole, che producono ascidi diversi da quelle mature, tendono a rimanere verdi.

Temperatura

Sopporta brevi gelate, ma preferisce di gran lunga temperature invernali sopra lo zero. Nella stagione fredda riposa bene a 5/7 °C. In estate, sempre rispettando l’ombreggiatura, può vivere bene anche con temperature prossime ai 40 °C. L’ideale sarebbero comunque 25 °C.

Rinvaso

Attenzione, questa è una pratica delicata. Il Cephalotus (in particolar modo le piante adulte) non ama essere disturbato al livello delle radici. E’ bene rinvasare solo quando il vaso è troppo piccolo e procedere lasciando intatto il vecchio pane di terra. Togliere tutto il composto dalle radici di una pianta adulta significa essere costretti a mantenere l’umidità al 100 % e condizioni ottimali di luce e temperatura fin quando la pianta non ricomincia a crescere, e ci vuole un po’ di esperienza per farlo.

Note

Le prede sono la chiave per avere ottimi risultati nella coltivazione di questa specie. Evidentemente il “grado di specializzazione carnivora” è in essa molto sviluppato, tanto da avere realmente bisogno di nutrirsi per poter crescere rigogliosamente. Gli insetti che vengono catturati dal Cephalotus sono prevalentemente quelli terrestri. Se state per perdere la pianta a causa di morte delle radici, per un rinvaso sbagliato o per un composto troppo vecchio, tenete presente che talee di radice, foglia, ascidio e rizoma attecchiscono molto facilmente col 100% di umidità. E’ quindi difficile avere piante adulte e belle per molto tempo, ma è altrettanto facile recuperare dalle piante in fin di vita il materiale più che sufficiente a ricominciare da capo.

Moltiplicazione

Partire da seme è una pratica talmente lenta da risultare irritante, soprattutto considerando la facilità con cui attecchiscono le talee: staccando la foglia o l’ascidio in corrispondenza dell’attaccatura col rizoma ed infilando l’estremità del picciolo in un ciuffo di sfagno vegetante è possibile in pochi mesi ottenere una pianta che produce già i primi timidi ascidi.